Siti di scommesse stranieri, il conto vero lo paga chi gioca
Chi cerca un bookmaker oltre confine di solito cerca una cosa sola: un bonus più grosso. La trova, quasi sempre. Quello che non trova è qualcuno che risponda per quel bonus — nessun registro, nessun limite di deposito obbligatorio, nessun giudice italiano a cui rivolgersi. E, secondo l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, nemmeno l’immunità: chi partecipa a scommesse organizzate da operatori privi di concessione è sanzionato con un’ammenda e con l’arresto fino a tre mesi, come l’ADM stessa ha scritto il 28 febbraio 2024.

Dati aggiornati al 31 Ottobre 2026, verificati sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM e sui termini e condizioni degli operatori citati.
Il ragionamento che segue parte da un presupposto scomodo: il bonus di benvenuto non è un regalo, è un prezzo. Da qualche parte, in una clausola, c’è un requisito di puntata, una quota minima, una scadenza, un tetto alla vincita. Quei numeri sono il costo reale dell’operazione, e su un sito senza concessione il costo è più alto per una ragione che non si legge nel regolamento: nessuna autorità italiana può obbligare quel bookmaker a rispettarlo. Il resto della pagina serve a mettere il costo accanto al beneficio, brand per brand, regola per regola.
La classifica: dieci concessionari a confronto
La parola «straniero» fa più confusione di quanta ne meriti, e conviene smontarla subito. Un bookmaker può avere sede a Malta, a Gibilterra o a Curaçao e restare perfettamente in regola con l’Italia, se ha vinto una concessione e la gestisce su un sito .it. Può anche avere il marchio più noto d’Europa e non avere niente a che fare con il mercato italiano. La differenza non è la nazionalità della società: è la presenza o l’assenza di una riga nell’elenco dei concessionari dell’ADM.

Ecco perché la selezione qui sotto non contiene nessun operatore estero in senso stretto. Contiene dieci concessionari, verificati uno per uno sul registro pubblico, con il numero di concessione e la società titolare letti dalla loro riga. Manca tutto il resto del mercato: altri concessionari esistono, e un marchio che non compare in questa lista non è per questo privo di concessione. Non compare nessun operatore senza concessione, per la ragione che nessun operatore senza concessione si può descrivere senza descrivere anche quanto costa giocarci — e quel costo lo paga l’utente, non il bookmaker.
Come sono state ordinate le dieci piattaforme
L’ordine non è una graduatoria di qualità. È una griglia di lettura: prima i criteri con cui ho guardato ogni marchio, poi i marchi. Chi ha un problema di liquidità sul calcio italiano e chi passa tre ore al giorno sulle multiple ha bisogno di informazioni diverse, e nessun «migliore in assoluto» serve a nessuno dei due. Ho pesato quattro cose.

Il palinsesto, cioè quanto è largo il programma di eventi e quanto è profondo sui mercati. La meccanica del conto, cioè come si apre, cosa serve per verificarlo, quanto tempo passa prima che i prelievi siano possibili. Gli strumenti di contenimento, cioè se gli avvisi, le pause e i limiti ci sono e se funzionano come si aspetta chi li usa. E la chiarezza dell’offerta di benvenuto, che non significa «quanto è grande»: significa quanto è leggibile il suo costo in termini di rigioco, quota minima e scadenza.
Sotto ogni scheda c’è la stessa domanda: quel che il marchio promette quanto costa a chi lo prende? Le risposte non sono uguali, e in un paio di casi sono scomode.
panorami
| Marchio | Concessione ADM e concessionario | Che cosa dicono i termini dell’operatore |
|---|---|---|
| Sisal | n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | Oltre 1.000 eventi al giorno, più di 15.000 eventi live e streaming gratuito su calcio, volley, tennis e basket; cash out per chiudere la giocata prima della fine dell’evento |
| Lottomatica | n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | Palinsesto su Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, Formula 1 e MotoGP, con quote e risultati in tempo reale e streaming per il gioco live |
| NetWin | n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | Bonus di benvenuto pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, per nuovi giocatori con conto verificato, deposito minimo di 20 € |
| Eurobet | n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Palinsesto dal calcio, tennis e basket fino a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf, scacchi, oltre a eventi di spettacolo e di politica |
| BetFlag | n. 16008, Betflag S.p.a. | Apertura del conto con procedura di identificazione via SPID e CIE accanto alla registrazione classica |
| Betsson | n. 16027, Azzurri Limited | Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo |
| William Hill | n. 16044, William Hill Malta Plc | Bonus Sport di 10 € accreditato subito a chi si registra con SPID; con registrazione manuale, bonus di verifica di 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore |
| StarCasinò | n. 16026, Azzurri Limited | Scommesse sui principali eventi italiani e internazionali con varie tipologie di giocata, accanto a slot e Live Casinò |
| bet365 | n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; mercati su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live |
| Planetwin365 | n. 16007, Pwo S.p.a. | Campionati nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e coppe europee, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta |
Due dettagli di questa tabella valgono più di tutti gli altri messi insieme. Il primo: la concessione è legata al sito, non alla società, e una stessa società può gestirne diversi — Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale compare con più di un dominio nell’elenco. Il secondo: nell’elenco non c’è nessuna colonna che dica quali giochi un concessionario può offrire. Una riga nel registro non dimostra da sola che quel marchio accetti scommesse sportive; lo dimostrano il sito e l’app dell’operatore, che è esattamente quello che ho letto per riempire la terza colonna.
Chi vuole rifare il controllo da sé ha una strada sola e la trova in un minuto: l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza sul sito dell’ADM, letto alla data del 31 Ottobre 2026, conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna agganciata a un sito .it. Numero di concessione e società titolare sono anche nei termini dell’operatore: se un bookmaker non vuole dirli, è già una risposta.
I criteri con cui ho guardato ogni marchio
Un singolo numero di concessione dice poco se non si guarda cosa ci sta dietro. La concessione arriva da una gara pubblica, non da una licenza a sportello, e il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41 — il riordino del settore dei giochi pubblici a distanza, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024 — fissa le condizioni. All’art. 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire a distanza con concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse dei cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; bingo. All’art. 6, comma 3 i vincitori della gara possono gestirne uno o più per un massimo di nove anni, senza rinnovo, e tra i requisiti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito fissati dall’ADM nella gara (art. 6, comma 5). Gara di settembre 2025: 52 concessioni a 46 società su 93 domande, circa 7 milioni di euro per nove anni, nuovo regime partito il 13 novembre 2025.
Questo spiega perché una concessione non è una targhetta decorativa. Un concessionario può avere diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, al casinò, all’exchange e al bingo in qualunque combinazione: la singola riga del registro non dice quale. Dice che quella società ha superato una selezione e che, per nove anni, le sue regole cambiano solo se cambia la legge: art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3 stabilizzano le condizioni della concessione e il regime fiscale per tutta la durata. Per chi scommette è la differenza tra un interlocutore che ha un prezzo contrattuale con lo Stato e uno che ha solo un sito.
Sul palinsesto la regola è più stretta di quanto si immagini. L’art. 2, lett. s) definisce il palinsesto come il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato dall’ADM, e si può giocare solo su eventi che ci stanno dentro. L’ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner, come riporta la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di giocata stiano nel palinsesto oggi è una cosa che si legge sul sito dell’operatore, non nel registro.
Resta il capitolo più delicato, quello che nessuna pagina di comparazione scrive in prima riga. La legge prevede anche il totalizzatore, cioè la scommessa a monte comune, accanto alla quota fissa che è il prodotto principale; se un marchio online lo offra davvero, questo non si sa. I giochi di ippica nazionale — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté, all’art. 6, comma 1, lett. c) e all’art. 2, lett. h) — richiedono una concessione a parte: le scommesse sulle corse dei cavalli a quota fissa o a totalizzatore stanno nella lett. a), l’ippica nazionale è un’altra cosa, e se un brand accetti i suoi totalizzatori online non è dato sapere. Un tetto statale in euro sulle puntate nelle scommesse sportive non esiste: gli strumenti che mordono davvero sono i limiti che il giocatore sceglie da sé e il limite di deposito fissato in registrazione.
Le schede dei dieci marchi
Sisal: il palinsesto più profondo sul live
Sisal apre la lista per una ragione misurabile, non per simpatia: l’app dichiara oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita su calcio, volley, tennis e basket. Sono cifre che si sentono dire spesso e raramente si vedono accompagnate da un numero di sport così preciso; qui l’ampiezza la fa da padrona, e chi gioca soprattutto in-play lo nota nella prima mezz’ora.
L’accesso al conto funziona anche con Touch ID dall’app, il che sembra un dettaglio da recensione di software e invece è la differenza tra piazzare la giocata in venti secondi e perderla. Il catalogo dei tipi di giocata è quello che i numeri del live lasciano intuire: Scommessa DUO, Supercombo, Supercoppia, mercati Goal, No Goal e Multigoal, e giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni. In più il cash out, che permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca.
Ed è qui che il conto si fa interessante, perché il cash out non è una cortesia: la quota che il bookmaker offre per chiudere in anticipo la costruisce lui, e il margine che ci mette dentro non è publicato da nessuna parte. Chi usa il cash out su dieci giocate su dieci sta pagando quel margine dieci volte, senza vederlo. Il valore di questa piattaforma sta nella profondità dei mercati live e nella rapidità del conto mobile; chi chiude ogni giocata in anticipo dovrebbe mettere nel conto anche quello che il pulsante gli costa.
Lottomatica: molti campionati, un’interfaccia che non distrae
Lottomatica porta un palinsesto che copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, Formula 1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per seguire la partita mentre si gioca live. Non c’è niente di eccentrico in questo elenco, ed è probabilmente il punto: chi cerca quattro campionati maggiori più i motori non vuole un catalogo esotico, vuole che tutto sia dove lo aspetta.
La società dietro è Goldbet Better Organization Italy S.p.a., concessione n. 16010 — un marchio che da anni vive di raccomandate, non di campagne. L’app fa una cosa sola e la fa con continuità: streaming e quota insieme, così la decisione non richiede di saltare tra due schermate.
Il limite è di carattere editoriale: chi cerca eventi di nicchia, mercati combinati creativi o tipi di giocata particolari non li troverà qui più che altrove, perché il palinsesto è largo sui grandi numeri e non su misura. Un bookmaker solido per chi scommette sui grandi tornei con regolarità; chi ha bisogno di trovare un mercato raro ogni domenica guardi la profondità della scheda precedente.
NetWin: cinquanta euro che si leggono in tre righe
NetWin ha la scheda più corta di questa lista, e non per pigrizia: la sua offerta di benvenuto sportiva è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, destinata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 € e subito senza ambiguità. La parola «reale» merita di essere presa sul serio: è un credito di denaro, non un gettone che si scontra con un requisito di puntata prima di esistere.
Il vincolo sta tutto in due numeri: il deposito minimo di 20 € e il tetto di 50 €. Su un’offerta così, il tetto è la parte che conta. Un bonus del 100 % ha un senso deciso dal più piccolo dei due importi, e qui il più piccolo è il tetto: depositare di più non aumenta la parte di NetWin. Il rovescio della medaglia è che il conto verificato è una condizione di accesso, quindi la verifica precede il bonus e non lo segue.
Cinquanta euro di credito reale senza struttura a requisiti sono una rarità nel panorama italiano, dove la maggior parte dei benvenuti è un gioco a somma con il rigioco; chi vuole capire il valore dell’offerta in un minuto la trova già spiegata nei termini.
Eurobet: il palinsesto che sconfina nello spettacolo
Eurobet ha la lista di discipline più strana di tutto il gruppo, e lo dico come complimento. Calcio, tennis, basket, Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, e poi eventi di spettacolo — musica, cinema, tv, reality show — e di politica, elezioni comprese. La concessione n. 16012 è di Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, la stessa società che nell’elenco compare con più di un dominio: un gruppo che gestisce brand diversi sotto la stessa struttura.
Chi scommette solo su Serie A e Champions League questo catalogo non lo userà mai, e avrà comunque a disposizione tutto quello che serve. Chi invece trova interessanti i mercati laterali — un festival, una competizione politica, un torneo di scacchi — qui ha qualcosa che altrove non c’è, o c’è in forma ridotta. La larghezza del palinsesto è anche una misura di rischio: i mercati con meno liquidità hanno margini più larghi, e il bookmaker lo sa prima di chi ci punta dieci euro.
La varietà è il vero prodotto di questo marchio; chi cerca soltanto i mercati principali troverà lo stesso servizio, ma chi vuole uscire dal calcio troverà qui la sua unica opzione reale tra i dieci.
BetFlag: identità digitale invece del documento caricato
BetFlag è l’unico dei dieci a mettere l’identificazione al centro della propria comunicazione, e non è un caso isolato: per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica. In un mercato dove il conto di gioco richiede identificazione piena e senza SPID va convalidato entro 30 giorni, pena la sospensione e il blocco dei prelievi, la differenza tra le due strade è il tempo.
Con SPID di livello 2 serve anche un codice temporaneo, ma i dati vengono importati automaticamente e non c’è nessun documento da fotografare. Chi ha lo SPID lo usa per la dichiarazione dei redditi e per il fascicolo sanitario: averlo già pronto significa aprire un conto in pochi minuti. Chi non ce l’ha e non vuole farlo resta alla registrazione manuale, che non è un ostacolo, è solo più lenta.
La concessione n. 16008 è di Betflag S.p.a., e il divieto di gioco ai minori di 18 anni è scritto dove deve stare. Il vantaggio competitivo è tutto qui, e non è poco: un’apertura conto che non richiede né scansioni né attese cambia il primo giorno di utilizzo, non il centesimo.
Betsson: mercati classici fatti bene
Betsson offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. È la lista dei mercati che il 95 % dei giocatori italiani usa davvero, e averla completa e ordinata vale più di un catalogo di nicchia che nessuno apre.
Nel registro la concessione n. 16027 sta a nome Azzurri Limited, la stessa società che compare alla voce StarCasinò: due marchi, due siti .it, un solo titolare. È un dettaglio che vale la pena conoscere quando si confrontano le condizioni, perché la struttura societaria è la stessa e le differenze stanno nel prodotto. Betsson nasce come casa dal profilo internazionale, e lo si sente nel modo in cui il book è organizzato: mercati canonici, nessuna sorpresa.
Chi cerca l’esotico passi oltre. La scommessa qui è sulla solidità dei mercati principali e sulla loro leggibilità: un bookmaker che non ti fa perdere tempo a capire dove trovare l’Over 2,5.
William Hill: dieci euro per chi ha lo SPID
William Hill chiude il cerchio aperto da BetFlag, con una sfumatura che vale soldi. Il Benvenuto Sport accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID; con la registrazione manuale, invece, c’è un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. Due strade, due importi diversi, e la differenza tra 10 € immediati e 5 € subordinati all’invio dei documenti è l’unico vero contenuto di questa scheda.
La lettura più utile sta nel secondo ramo. Cinque euro per una verifica manuale sono, in sostanza, un compenso simbolico per il lavoro di caricamento documenti: se lo SPID è disponibile, il tempo speso per aprire la strada manuale vale meno dei cinque euro in più che si prendono dall’altra parte. Se lo SPID non è disponibile, quella è l’unica offerta accessibile, e va letta per quello che è.
La concessione n. 16044 è di William Hill Malta Plc. Un’offerta di benvenuto modesta ma trasparente: chi apre il conto con SPID prende dieci euro immediati, chi preferisce la procedura cartacea ne prende cinque, dopo i documenti.
StarCasinò: il casinò che accetta anche scommesse
StarCasinò è uno dei marchi in cui il prodotto principale non è la scommessa: l’app permette di giocare sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, ma è nata attorno a slot e Live Casinò, e il peso dell’offerta si sente. Chi arriva qui cercando il bookmaker più profondo d’Italia sbaglia porta.
Chi arriva qui perché vuole tenere casinò e sport nello stesso conto, invece, trova esattamente quello. La concessione n. 16026 è di Azzurri Limited, la stessa società di Betsson, e questo dovrebbe far riflettere chi confronta i due marchi come se fossero concorrenti: due vestiti diversi sopra la stessa struttura, e il punto di forza è la comodità di un unico conto, non la specializzazione.
Una cosa vale la pena dirla a chi usa il casinò online: i limiti e gli strumenti di autoesclusione possono essere impostati per categoria di prodotto, e un’autoesclusione registrata nel RUA vale su tutte le piattaforme autorizzate in Italia, non solo su quella dove è stata chiesta. Il valore di StarCasinò sta nella concentrazione di due prodotti in un saldo unico; chi vuole il palinsesto sportivo più ricco non lo trova qui, e chi lo cerca lo troverà nella prima scheda.
bet365: il partner UEFA e il marchio più riconoscibile
bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League, e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Di tutti i posizionamenti letti nella tabella, questo è quello che un lettore riconosce senza spiegazioni: il nome accanto alla coppa che guarda.
La concessione n. 16030 è di Hillside (New Media Malta) Plc: una società maltese, un sito .it, e questo riporta il ragionamento al punto di partenza. È esattamente il caso che smonta l’equazione «società estera uguale sito non autorizzato»: la nazionalità del titolare non dice niente sulla legalità dell’offerta, la dice la riga nel registro. Nella vicenda della Setka Cup, autorizzata dall’ADM a settembre 2026, bet365 è indicata come primo partner dalle cronache di settore.
L’ippica nel palinsesto è una nota a margine che vale la pena segnalare a chi la segue: nel quadro normativo le corse dei cavalli stanno in due caselle diverse, e solo chi gestisce il prodotto sa quale delle due copre davvero. L’offerta è la più «internazionale» del gruppo per riconoscibilità, ma il numero che conta resta lo stesso degli altri: 16030, concesso sito per sito, come tutti.
Planetwin365: venti sport e i campionati di casa
Planetwin365 copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. È la lista più «italiana» del gruppo: Coppa Italia e Serie C comprese.
La concessione n. 16007 è di Pwo S.p.a., una delle società storiche del settore dei giochi in Italia, e l’offerta riflette quella storia: chi segue anche le categorie minori o la coppa nazionale trova qui il palinsesto che altri trattano come riempitivo. Il rovescio è la profondità dei mercati sui grandi campionati: più il palinsesto è largo, più è facile che il singolo incontro abbia meno mercati di quanti ne offra un book specializzato.
Il vantaggio competitivo è la copertura del calcio italiano fino in fondo; chi guarda solo la Champions troverà più o meno lo stesso servizio in almeno altre tre schede.
Quanto costa davvero un bonus di benvenuto
Il calcolo qui sotto è un esempio, non una quota di mercato, e serve a rendere visibile un costo che nel regolamento è sempre in numeri piccoli. Prendo un giocatore che sceglie in registrazione un limite di deposito settimanale di 100 € e gioca quella cifra una volta sola su un mercato a due esiti con quota 1,90 e 1,90 — una quota illustrativa, non rilevata.
Su un mercato del genere il margine del bookmaker è la parte che nessuno legge. La quota di ritorno si calcola come 1 diviso la somma di 1/1,90 più 1/1,90, e dà 95 %: il bookmaker trattiene il 5 % di ogni unità puntata. Se il bonus di benvenuto di un operatore richiedesse di giocare cinque volte il deposito, il volume necessario sarebbe di 500 €, e il costo medio atteso di quel volume al 5 % di margine starebbe tra i 20 € e i 30 € — un intervallo, non una cifra esatta, perché il conto dipende da quanto il bonus alza il volume richiesto e da dove si colloca il margine reale di quel mercato e non di un altro. Su un singolo giro da 100 € il costo medio atteso è di 5 €. È una stima statistica su molte giocate nelle stesse condizioni, non quello che succederà a una singola scommessa, e non promette né una vincita né un ritorno.
Da qui segue la sola regola che conta davvero. Un bonus vale quando il suo importo supera il costo medio atteso del rigioco che richiede; non vale quando lo pareggia, e non vale mai quando il requisito è scritto in un modo che non permette di fare il conto prima di accettarlo. E su un sito privo di concessione quel conto non si può fare per una ragione ulteriore: nessuna autorità italiana può costringere l’operatore a rispettare la condizione che ha scritto.
Che cosa significa giocare su un sito senza concessione ADM
Qui si arriva al punto che le pagine di comparazione di solito mettono in fondo, e che invece è la prima cosa da sapere. Un sito di scommesse senza concessione ADM non è un sito «meno regolato»: è un sito su cui l’Italia non ha nessuna giurisdizione operativa. Non c’è un registro in cui comparire, non c’è un’autorità a cui rispondere, non c’è un limite di deposito che qualcuno possa imporgli.
E c’è un secondo strato, che riguarda la persona e non l’operatore. Secondo l’art. 4 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, la pubblicità in Italia di giochi e scommesse accettati all’estero è sanzionata con l’arresto fino a tre mesi e con un’ammenda; e, come l’ADM ha dichiarato il 28 febbraio 2024, anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro giocatori non sono noti. La norma è scritta in modo da non lasciare dubbi su chi consideri responsabile.
La pubblicità è un reato a sé, e vale la pena separarlo bene perché molti la confondono con la legalità del gioco. L’art. 4, comma 4-bis estende la previsione a chi raccoglie scommesse in Italia anche se accettate all’estero. L’ADM ricorda che pubblicizzare operatori privi di concessione può comportare, per i media, oltre alle conseguenze penali, provvedimenti specifici dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. È la ragione per cui questa pagina non nomina nessun operatore privo di concessione: non è prudenza, è la stessa regola che vale per un quotidiano o per una radio.
Un dettaglio che sorprende molti lettori: anche una licenza estera perfettamente valida nel paese che l’ha rilasciata — Curaçao, Malta, Anjouan — non ha alcun valore in Italia. Non è una licenza «meno forte», è una licenza che qui non esiste. Chi la espone come garanzia sta usando una parola che nel nostro ordinamento non produce effetti.
Infine la zona d’ombra in cui finiscono i soldi. Un operatore non concessionario non è collegato al RUA, quindi un giocatore autoescluso che apre un conto lì resta senza la protezione che si è dato; non è soggetto all’obbligo di avvisi, di limiti e di canali di contatto dell’art. 15, comma 1, lett. f); e non ha un foro italiano a cui rispondere. Per il fisco la questione cambia forma: secondo l’Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, le vincite online sono redditi diversi ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d), del TUIR, anche per i siti registrati od ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto e senza deduzioni. In pratica: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va letta come «andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale».
Perché i domini spariscono: come funziona l’oscuramento
L’ADM blocca dal 2007 i siti privi delle autorizzazioni previste e ricorda che solo i titolari di concessione possono offrire gioco a distanza con vincite in denaro. Non è un avviso: è un meccanismo, e funziona a monte del giocatore, sui fornitori di connettività.
L’ADM inibisce i domini che offrono o sponsorizzano gioco illegale e li reindirizza verso una pagina con un’apposita avvertenza, che segnala come il sito richiesto sia sprovvisto delle autorizzazioni necessarie per raccogliere giochi in Italia. La base normativa è l’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, e chi fornisce connessioni Internet è tenuto a consultare costantemente l’elenco dei siti inibiti. La parola che il mercato usa per il risultato è «oscurati», ed è più onesta di «bloccati», perché descrive quello che si vede: il dominio non risponde.
Da aprile 2026 i siti inibiti vengono reindirizzati a sito-inibito-giochi.adm.gov.it al posto del vecchio indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione; l’ultimo elenco pubblicato è aggiornato al 13 ottobre 2026. Chi vuole verificare se un certo dominio è inibito consulta quell’elenco, che l’ADM tiene insieme alla Guardia di Finanza e a Sogei.
Il lato che nessuna pagina di comparazione racconta è quello sanzionatorio per gli intermediari: i fornitori di connettività e i prestatori di servizi di pagamento che violano l’obbligo di inibizione imposto dall’ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata. È la ragione per cui l’oscuramento non è una corsa che si vince con i tempi tecnici: l’elenco viene aggiornato periodicamente, e ogni aggiornamento aggiunge domini. Certo, il blocco funziona a livello di DNS e non tutti i fornitori stanno al passo, e i mirror riappaiono in poche ore: è così che un giocatore può trovare un dominio che risponde dove un altro non risponde più. Questo non lo rende un sito tutelato, lo rende un sito momentaneamente raggiungibile.
Il quadro normativo italiano, in breve e senza scorciatoie
L’autorità è l’ADM (ex AAMS) — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli; il mercato continua a dire «AAMS» per abitudine, ma il registro che conta è il suo. Il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, ha riscritto il perimetro: le licenze sono concessioni attribuite con gara pubblica, non licenze a sportello. Non è un dettaglio terminologico. Una concessione si vince, ha una durata, un piano di investimenti, un’identità societaria verificata. Chi ha una licenza comprata a sportello in un altro ordinamento non ha niente di tutto questo, e difatti in Italia non ha niente.
L’art. 6, comma 1 elenca i giochi ammessi a distanza con concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse dei cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange, dove il giocatore può stare dalla parte del puntatore o del banco e il concessionario si limita a mettere in contatto in forma anonima; bingo. L’art. 6, comma 3 fissa la durata: al massimo nove anni, senza rinnovo. L’art. 6, comma 5 mette tra i requisiti l’impegno ai limiti di deposito che l’ADM stabilisce nella gara, e l’art. 4, comma 3 con l’art. 5, comma 3 congelano, per tutta la durata, le condizioni della concessione e il regime fiscale.
Sul betting exchange c’è un dettaglio che vale la pena conoscere anche solo per capire come funziona quel prodotto. La documentazione di Betfair è indicata riportare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi con passi da 50 centesimi; un articolo di settore del 2024 riferisce che sul vincitore il giocatore non deve nulla, perché l’imposta cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è dato sapere; Betfair è descritta come la prima, con concessione 16028. E lo dice il fatto che il marchio non compaia tra i dieci di questa pagina: un dettaglio sul prodotto non è una scheda.
Il palinsesto è l’altra parte che sorprende. L’art. 2, lett. s) lo definisce come il programma di eventi, sportivi e non, e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato dall’ADM; una giocata si prende solo su eventi che ci stanno dentro, e l’ADM aggiunge gli eventi uno per uno. Gli eventi simulati hanno una definizione propria all’art. 2, lett. v) — competizioni sportive, ippiche e di altro genere simulate al computer e mostrate con animazione o con un evento reale preregistrato — e rientrano nella concessione per le scommesse sportive: sui siti degli operatori esiste infatti una sezione «Virtuali». Se il palinsesto includa gli esport non è dato sapere. Il live è offerto da tutti i grandi operatori; le regole dell’ADM su mercati live, ritardi ed eventi non sono note, e non esiste qui nessun elenco dei mercati live.
Su cosa possa scommettere un minore esiste un provvedimento direttoriale dell’ADM che cita il DM 111/2006: il suo contenuto non è noto. L’età minima è 18 anni e non si discute.
Che cosa porta con sé una concessione ADM
Una concessione non è un bollino. È un pacchetto di obblighi che ricadono sull’operatore e, per riflesso, sul giocatore. Vale la pena elencarli nella forma in cui la legge li scrive, senza abbellirli.
L’identificazione. Un conto di gioco richiede identificazione piena. Gli operatori offrono la registrazione con modulo e copia di un documento oppure con SPID; Goldbet la offre anche con CIE tramite un fornitore SPID. Senza SPID il conto va convalidato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. Admiralbet, per dirne uno, accetta fronte e retro di un documento valido in .pdf, .jpg o .png oppure lo SPID di livello 2, che richiede un codice temporaneo e importa i dati in automatico.
Gli strumenti di contenimento. L’art. 15, comma 1 prevede i limiti di tempo, di spesa e di perdita scelti dal giocatore; i limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall’ADM; i messaggi automatici su durata e spesa; gli strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.
Gli obblighi di informazione. L’art. 15, comma 2 impegna ogni concessionario a spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi indicati da una commissione governativa. È una cifra che si legge poco e che dice quanto il legislatore prenda sul serio la materia.
Le concessioni come prerequisito fiscale. L’imposta unica sulle scommesse a quota fissa è regolata dal D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025 — il cui numero non è confermato — e prevede il 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e il 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote, dopo essere state al 43 % e al 47 %; le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere.
Il rovescio di tutto questo è che le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo cade sul concessionario: è la formula «tassate alla fonte», il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. La ricostruzione è riportata dalla stampa di settore, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, e per questo va accompagnata da una raccomandazione banale: consultare un commercialista. È la differenza pratica più grande tra un concessionario e un sito senza concessione, e vale più di qualunque bonus.
Gioco responsabile: gli strumenti che esistono solo dove esiste la concessione
Qui il costo smette di essere una questione di soldi e diventa una questione di controllo. Gli strumenti di gioco responsabile non sono un servizio accessorio: sono la parte dell’offerta che esiste solo quando c’è un’autorità che la impone. Fuori dalla concessione non c’è nessuno da obbligare.
Sisal, Lottomatica, NetWin, Eurobet, BetFlag, Betsson, William Hill, StarCasinò, bet365 e Planetwin365 operano tutti con una concessione e sono quindi soggetti agli obblighi dell’art. 15, comma 1. È la ragione per cui una pagina come questa può elencare dieci marchi senza rischiare di mandare il lettore in un posto dove nessuno risponde.
Il RUA. Il Registro Unico degli Autoesclusi esiste dal 2018 e l’autoesclusione registrata al suo interno si estende a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui è stata richiesta. Questo è il punto che sfugge a chi chiede l’autoesclusione su un solo sito: la richiesta è una, l’effetto è generale, e riguarda anche le sale fisiche. L’art. 15, comma 1, lett. e) richiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore; una testata di settore riferisce che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026. La conseguenza per chi scommette è doppia: un’autoesclusione vale su tutte le piattaforme autorizzate, e non vale su nessun sito privo di concessione, che al RUA non è collegato. Chi si autoesclude e poi cerca un bookmaker estero sta cercando precisamente il buco del sistema.
Le durate. I termini di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Due regimi che convivono, e conviene saperlo prima di chiedere l’esclusione: la finestra che si sceglie oggi non è quella che si sarebbe scelta un anno fa.
I limiti di deposito. In registrazione Admiralbet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. È la meccanica che vale la pena capire prima di aprire un conto, perché dice chi comanda: si può stringere quando si vuole, si può allargare solo aspettando, e quella settimana di attesa è deliberata.
Il caso bet365. I suoi strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Un numero che vale la pena scriversi prima di averne bisogno.
L’età e il conto. L’art. 3, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 mette la «tutela dei minori di età» tra i principi, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. Il divieto di gioco ai minori è scritto anche nelle pagine di apertura conto degli operatori.
Quello che si perde e quello che resta
Mettiamo le due colonne una accanto all’altra, perché è l’unico modo di vedere la partita. Da una parte: RUA, supervisione dell’ADM, limiti di deposito scelti in registrazione con effetto immediato verso il basso, canale di contatto obbligatorio, foro italiano. Dall’altra: nessuno di questi strumenti, un’esposizione al blocco DNS, e — secondo quanto dichiara l’ADM — una sanzione penale in capo al giocatore. La differenza non è tra un sito più e uno meno sicuro. È tra una cosa che si può contestare e una cosa che non si può contestare a nessuno.
C’è poi il capitolo delle ricariche, che molti danno per scontato e che invece ha regole proprie. L’art. 13 del D.Lgs. 41/2024 disciplina i punti vendita ricariche: l’ADM tiene un registro dei punti (tabaccai, ricevitorie) che ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare, dopo l’identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già dato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né erogare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € all’anno. È una disciplina che esiste solo per gli operatori concessionari: su un sito senza concessione quel canale non esiste, e con esso scompare anche l’unico modo di depositare contanti senza carta.
Le rotaie di pagamento che le pagine di comparazione mostrano presso i concessionari ADM sono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria come SisalPay e Mooney; la lista di ogni operatore sta nei suoi termini. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la situazione è aperta e non esiste una norma che nomini le rotaie approvate. L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione; la sua entrata in vigore non è confermata.
Domande frequenti
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Anzitutto l’assenza di tutele: nessun collegamento al RUA, nessun limite di deposito obbligatorio, nessun canale di contatto imposto. Poi l’esposizione al blocco DNS, con domini che si oscurano e mirror che riappaiono in poche ore. E infine, secondo quanto dichiara l’ADM, la sanzione in capo al partecipante: ammenda e arresto fino a tre mesi.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM, dove ogni riga riporta un codice di concessione e un sito .it. Numero di concessione e società titolare compaiono anche nei termini dell’operatore. Attenzione a un limite: l’elenco non indica quali giochi il concessionario offra, quindi la presenza non basta a dimostrare che accetti scommesse sportive.
Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?
Il RUA è il Registro Unico degli Autoesclusi, attivo dal 2018. L’iscrizione blocca tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui è stata chiesta, e riguarda anche le sale fisiche. Un sito senza concessione non è collegato al registro, quindi l’autoesclusione lì non produce alcun effetto.
Che cosa vieta il Decreto Dignità in materia di pubblicità delle scommesse?
Vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, di giochi e scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo: manifestazioni sportive, televisione, radio, stampa, affissioni e internet. L’AGCOM la applica con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Il giocatore sceglie in registrazione un limite settimanale o mensile, e alcuni operatori chiedono anche un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera. La regola generale è che un limite ridotto ha effetto immediato, mentre uno aumentato richiede un’attesa di sette giorni.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Per le vincite pagate da un concessionario ADM il prelievo cade sull’operatore e il giocatore riceve la somma netta: è la formula «tassate alla fonte», e non va dichiarato nulla. Le vincite ottenute da siti esteri sono invece redditi diversi per l’Agenzia delle Entrate. In entrambi i casi, consultare un commercialista.
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