Cartellini scommesse 2026, il mercato che si gioca prima del novantesimo minuto
Dati aggiornati al 31 Ottobre 2026, con le concessioni verificate sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM.

Una scommessa sui cartellini non si risolve guardando il risultato. Si risolve contando. Chi non ha mai aperto un regolamento e si è fermato al marketing del «mercato nuovo» scopre d’un tratto che il giallo di un difensore al minuto 88 può valere esattamente quanto quello del mediano al minuto 12, che due gialli diventati rosso non sono un giallo, e che in una partita finita 0-0 con sette ammonizioni può aver perso chi era convinto di aver vinto. Il cartellino è un mercato a sé, con un regolamento scritto parola per parola da ogni concessionario, e le differenze tra un operatore e l’altro non stanno nel colore della pubblicità ma dentro quelle righe. Vi conviene leggerle prima, non dopo. La parte che quasi nessuno legge — punti, soglie, esclusioni e tempi di referto — è esattamente la parte che decide.
Quello che segue mette in fila quattro cose che il lettore di solito cerca separatamente: cosa succede al proprio conto quando si gioca con un operatore che ha una concessione, come si costruisce e si paga una scommessa sui cartellini, quanto trattenere la quota di un mercato, e che cosa cambia tra chi è regolare in Italia e chi non lo è. Il resto — cioè chi offre il mercato e a quali condizioni — viene dopo, con i dieci concessionari e le loro regole alla mano.
Perché la partita si mette in pausa a 45 minuti: tutela e limiti che entrano in vigore da subito
Chi gioca la prima schedina della vita pensa al totale che potrebbe incassare. Chi ha un conto aperto da un paio d’anni conosce un’altra schermata: quella dove si sceglie quanto si può versare. La tutela del giocatore non è un allegato del servizio, è la prima cosa che l’operatore vi chiede, e ha una ragione tecnica che conviene capire prima di toccare il mercato dei cartellini. Il motivo è semplice e poco romantico: su un mercato dal regolamento lungo e dai tempi di referto lenti, la tentazione di «recuperare» su una partita che non è ancora finita arriva prima di quanto arrivi il risultato.

Il limite di ricarica si sceglie in registrazione, e la riduzione non si aspetta
Su AdmiralBet l’apertura del conto chiede di impostare un tetto massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Il meccanismo è pensato per essere asimmetrico, e la asimmetria è la parte che conta: abbassare un limite ha effetto immediato, alzarlo richiede sette giorni di attesa. Vale la pena dirlo senza girarci intorno — quei sette giorni sono l’unica difesa seria contro la sera in cui si perde due volte di fila e si decide che il tetto era troppo basso. Il resto lo fa la fretta di chi lo alzerebbe: se la voglia passa in una settimana, era un limite utile; se non passa, il sistema ha comunque fermato l’impulso per la finestra in cui di solito fa più danni.
Da qualche tempo il quadro non è solo contrattuale. Dal 1° febbraio 2026 la durata delle autoesclusioni parziali si muove tra 7 e 270 giorni, oppure resta indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Le condizioni di AdmiralBet parlano ancora di autoesclusione a 30, 60 o 90 giorni o senza scadenza, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia: due architetture che convivono, e la seconda è quella che l’operatore scrive nel proprio contratto. Se state valutando un’autoesclusione, la domanda operativa non è quanti giorni scegliere ma da quando decorrono, e a quella risponde il contratto del singolo sito.

Su bet365 gli strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per chi risiede in Italia l’operatore indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Un numero gratuito non è un gadget da pagina istituzionale: è il canale che l’operatore è tenuto ad avere aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. La pausa breve è lo strumento più sottovalutato dei quattro elencati da bet365, perché blocca il conto per qualche giorno senza chiudere la porta e senza le conseguenze lunghe dell’autoesclusione.
La schedina che non parte, il prelievo che non arriva
C’è poi la parte che non riguarda i limiti ma l’identità. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano. Trenta giorni sembrano un’eternità finché non ve ne accorgete al momento del prelievo, che è il momento peggiore per scoprirlo. Per aprire il conto BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Due percorsi digitali e uno cartaceo, quindi: chi ha lo SPID lo usa, chi non ce l’ha può comunque giocare, e chi non ha ancora completato la verifica può scommettere ma non incassare.
Sul versante dei pagamenti conviene sapere come funzionano i punti vendita ricariche, perché sono l’italianità più spiccata di questo mercato: tabaccai e ricevitorie tengono un registro ADM, ricaricano il conto di gioco solo su richiesta del titolare dopo l’identificazione, con gli strumenti già comunicati al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana complessivi; non pagano vincite e non restituiscono saldo. Il contante c’è, ma in una sola direzione. Chi pensa di incassare al tabaccaio ha capito male il meccanismo, e questa è una delle poche regole che un lettore scopre sempre troppo tardi.
C’è infine una cifra che quasi nessuno associa al gioco responsabile e che invece ne è il finanziamento: ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. Lo 0,2 % su un ricavo netto modesto è spiccioli; su un operatore grande diventa una voce di bilancio vera. La differenza tra i due casi non sta nella buona volontà del concessionario ma nella dimensione del suo raccolto, ed è bene ricordarlo ogni volta che una pagina istituzionale ci spiega quanto il settore tenga alla prevenzione.
Giallo, doppio giallo, rosso: formato, mercati e copertura di una scommessa sui cartellini
Come si contano i punti
La regola più chiara in circolazione è quella di William Hill, ed è un buon punto di partenza perché mostra quanto il conteggio sia meno ovvio di quanto sembri. Nelle scommesse sui cartellini dell’operatore un cartellino giallo vale 1 punto e un cartellino rosso vale 2 punti, con un massimo di 3 punti per giocatore. Per i punti cartellino il doppio giallo con rosso vale 3 punti e un rosso diretto vale 2 punti. Tre righe che dicono già due cose importanti: il tetto di 3 punti per singolo giocatore esiste, quindi un difensore che riempie la propria partita di falli non porta tre cartellini di valore nel conteggio; e il doppio giallo non è un giallo più qualcosa, è una fattispecie a parte con un valore che coincide in parte con quello del rosso diretto.
Qui la sottigliezza che costa soldi. Un doppio giallo con rosso vale 3 punti nel mercato sui punti cartellino, ma vale 2 punti nel mercato che conta soltanto i cartellini gialli, dove peraltro nessun rosso entra nel conteggio finale. Due schermate vicine, due regole diverse, e un biglietto costruito nella prima può essere perso nella seconda per una ragione che non ha nulla a che fare con l’andamento della partita. Chi gioca questo mercato da anni sa che la voce da controllare non è «cartellini» ma il titolo esatto del mercato su cui ha cliccato.
Poi c’è il perimetro delle scommesse. Nei mercati sui cartellini gialli e rossi le giocate riguardano soltanto i giocatori in campo: sono escluse le espulsioni di giocatori in panchina, allenatori e altri membri dello staff, e quelle comminate dopo la fine della partita. Tre esclusioni, tre modi diversi di perdere un biglietto per un cartellino che esiste davvero e che avete visto coi vostri occhi. Il quarto assistente espulso dalla panchina non vale nulla; l’allenatore allontanato al 70° non vale nulla; il rosso nato dalla rissa negli spogliatoi dopo il triplice fischio vale nulla anche quando l’arbitro lo scrive nel referto.
Il referto, appunto. William Hill referta le scommesse su risultato, marcatori e cartellini in base ai dati del sito ufficiale della manifestazione; solo se non disponibili si usano i dati OPTA e, in casi particolari, la registrazione video del match. La gerarchia è quella che conta: sito ufficiale della manifestazione prima, fornitore dati specializzato poi, video come extrema ratio. Chi ha giocato su una coppa dalle statistiche traballanti sa quanto una gerarchia del genere possa spostare un conteggio di uno o due punti, e sa anche che non c’è appello contro la fonte gerarchicamente superiore: la partita l’avete vista, il sito ufficiale ha scritto altro, e per il mercato conta il sito ufficiale.
Cosa combina la stessa schedina
Il Player Builder di William Hill permette di combinare sulla stessa partita, per esempio, un marcatore in qualsiasi momento, un giocatore ammonito durante il match e almeno un tiro nello specchio della porta. È l’esempio perfetto del perché un cartellino in una combinata valga molto più di un cartellino in una singola: tre eventi correlati sulla stessa partita, una quota che si moltiplica, e una probabilità congiunta che è più bassa di quanto la somma delle tre sensazioni suggerisca. La correlazione tra un giocatore ammonito e una partita fisica e tirata non è una leggenda, è la stessa variabile osservata due volte.
SNAI propone scommesse su tiri in porta, cartellini e rigori accanto al risultato esatto e al numero di goal. L’app SNAI Sport offre singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e il Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. Il Cash Out su un mercato a referto differito è l’oggetto più strano di tutta questa famiglia: chiude la giocata mentre la partita è ancora in corso, quindi anche mentre il conteggio dei cartellini è tutt’altro che definitivo.
E il cash out attivo ha una conseguenza concreta altrove, che ricompare dove meno te lo aspetti: tra i requisiti per sbloccare un bonus, alcune promozioni escludono esplicitamente le giocate con cash out attivo. Il dettaglio non è un cavillo da regolamento: nella pratica convivono due scommesse identiche sulla stessa partita, una che contribuisce al rigioco e una che non contribuisce, distinte soltanto dalla presenza di quel pulsante.
La funzione My Combo di SNAI permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica. Anche Goldbet mette in fila Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, e tra i suoi mercati di calcio, oltre a 1X2, marcatori e numero di goal, figurano le scommesse sui cartellini.
Per chi vuole la gamma completa: l’app SNAI Sport copre anche i biglietti che uniscono sport diversi nella stessa combinata, Sisal propone la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, con la funzione Cash Out per chiudere prima della fine dell’evento. Lottomatica copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per seguire la partita in diretta. Betsson offre pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. Betfair propone Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, più la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. Planetwin365 punta sugli eventi in diretta streaming, con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo.
Su StarCasinò la scommessa sportiva convive con slot e Live Casinò: si gioca sui principali eventi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa. Eurobet offre singole, multiple e sistemi, con le schedine in corso o concluse raccolte nella pagina My Bets, e l’app Lottomatica spinge sugli eventi in tempo reale.
Quanto vale la quota che avete appena giocato
Questa è la parte che il marketing non mette in vetrina, e riguarda ogni singolo biglietto giocato. La quota non è una stima neutrale della probabilità: è quella probabilità ridotta dal margine di chi la pubblica. Un mercato a due esiti con quota 1,90 da entrambe le parti — esempio illustrativo, non un prezzo in listino — si legge così: la somma dei reciproci delle due quote dà 1/1,90 + 1/1,90, cioè 1,0526 circa, e il payout del mercato è 1 diviso quella cifra. Il conto si chiude intorno al 95 %, il che significa un margine attorno al 5 %: su ogni 100 € puntati su quel mercato, all’insieme degli scommettitori tornano in media circa 95 € e circa 5 € restano al concessionario. Non è una trattenuta che si vede sul singolo biglietto, ed è per questo che conviene dirlo chiaramente: la scommessa da 10 € viene pagata 19 € tondi, e nessuno vi mostra i 50 centesimi di differenza. Il costo diventa visibile solo moltiplicando l’esempio per il numero di biglietti, e il margine non è identico per ogni mercato: due operatori che espongono lo stesso 1X2 possono stare uno al 4 % e uno al 7 %, perché il margine è una scelta e non un dato di natura. Dove il margine si stringe è sulle partite di cartello e sui mercati liquidi, dove la concorrenza tra concessionari fa il suo lavoro; dove si allarga è nei mercati di nicchia che vengono pubblicati per pochi e non controllati da nessuno. Un cartellino vive stabilmente nella seconda categoria, ragione per cui la regola di conteggio di un operatore pesa sul risultato finale molto più di qualche decimo di margine in più.
Una quota più bassa non è però soltanto un costo più alto: è anche una probabilità implicita più alta, e questo vale la pena dirlo per chi legge le quote come se fossero un listino. Un 1,90 su due esiti non descrive un evento certo, descrive un mercato in cui il concessionario si è lasciato un margine. Chi confronta due operatori senza guardare questo numero sta confrontando due vetrine senza guardare i cartellini dei prezzi.
Concessione, contratto, requisiti: la classifica dei dieci operatori ADM
La classifica che segue non è una gara di simpatia. Il punto di partenza di ogni scheda è il medesimo: la concessione, il cui numero e la cui intestazione stanno nel contratto che l’operatore pubblica. Il resto lo fanno i fatti — il mercato che un’app elenca, i punti che un regolamento assegna, i requisiti che un bonus pretende. Della scommessa sui cartellini parlano esplicitamente William Hill, Goldbet e SNAI; degli altri si descrive quello che l’offerta sportiva mostra, senza attribuire nulla che non sia scritto nero su bianco. Il dettaglio gustoso è che non tutti sono sportsbook con un casinò: diversi sono casinò con uno sportsbook, e la differenza si sente nel modo in cui il mercato dei cartellini è trattato.
William Hill — il cartellino con il regolamento più dettagliato
William Hill Malta Plc, ADM n. 16044. Il Benvenuto Sport è un bonus cash pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale.
Qui il bonus e il mercato si parlano in modo insidioso. La tranche da 10 € torna solo su combinazioni costruite su almeno cinque selezioni con quota minima 5.00 per la multipla, e il mercato dei cartellini è esattamente il posto dove si costruiscono multiple lunghe, perché le quote delle giocate sui cartellini sono spesso alte proprio per la varianza del conteggio. Il risultato è che il bonus spinge verso lo stesso terreno da cui il regolamento cerca di proteggervi con le sue esclusioni: cinque selezioni a quota 5.00 sono una multipla che si perde su un doppio giallo contato come due punti invece di tre. Aggiungete i due requisiti di forma — deposito minimo 20 € entro sette giorni, e il fatto che si tratti di denaro reale — e il quadro è quello di un’offerta concreta nei limiti, poco elastica nel tempo e molto esigente nella struttura del biglietto.
Qui il vero vantaggio di questo operatore è il regolamento: la combinazione fra il tetto di 3 punti per giocatore, la distinzione fra doppio giallo e rosso diretto e le tre esclusioni di perimetro dà a chi legge il quadro più completo tra quelli disponibili. Il sito, l’app e le funzioni di combinata sono solidi, la quota minima del bonus resta fuori portata per le singole, e chi cerca il mercato dei cartellini e vuole sapere con esattezza come verrà contato ogni episodio trova qui la documentazione più fine. Il costo si vede sul lato bonus.
Goldbet — il cartellino accanto al risultato
Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), ADM n. 16010. Tra i mercati di calcio di Goldbet, oltre a 1X2, marcatori e numero di goal, figurano le scommesse sui cartellini, e l’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto.
Il cartellino qui è una voce dentro un catalogo ampio, non una specialità. L’identificazione è offerta anche tramite CIE attraverso un provider SPID, dettaglio utile a chi ha lo SPID ma non lo ricorda ogni volta, e il prodotto copre campionati e altri sport con la stessa interfaccia. Quello che manca è la trasparenza sul regolamento: chi punta su un giallo non trova pubblicata accanto alla quota la tabella dei punti, e deve la stessa finezza di lettura che William Hill scrive nel suo regolamento andarla a cercare altrove.
Questo operatore ha il suo posto per chi gioca tante partite con biglietti brevi e vuole una piattaforma completa più che un mercato specialistico. Il rovescio della medaglia è che la documentazione sul conteggio dei cartellini resta indietro rispetto all’ampiezza dell’offerta, e per un mercato dove il regolamento è il prodotto la cosa conta.
SNAI — il cartellino con il Big Match, senza il manuale
Sisal Italia S.p.a., ADM n. 16020. SNAI propone scommesse su tiri in porta, cartellini e rigori accanto al risultato esatto e al numero di goal. L’app SNAI Sport offre singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. La funzione My Combo permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica.
Il catalogo è il punto di forza, e non è poco: pochi operatori mettono il cartellino nella stessa frase di tiri in porta e rigori, cioè nello stesso blocco di mercati «da evento live». My Combo aggiunge una funzione che vale più di quanto il nome faccia pensare, perché consente di unire partite di sport diversi in una quota unica e quindi di costruire combinazioni che non richiedono cinque selezioni tutte ad alta quota. Anche Sisal, come Goldbet, non è un operatore del mercato dei cartellini: il mercato è presentato come parte della gamma, e chi gioca qui lo sceglie per ampiezza e funzioni, non per la profondità del regolamento.
Eurobet — il cartellino non c’è, l’app sì
Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, ADM n. 16012. Con l’app Eurobet si giocano scommesse singole, multiple e sistemi, e le schedine in corso o concluse sono raccolte nella pagina My Bets.
Le condizioni di gioco qui sono chiare e il raccoglitore delle schedine è una comodità concreta per chi tiene conto di quello che ha giocato: My Bets mette in fila giocate aperte e chiuse, senza dover ricostruire nulla a memoria. Il mercato dei cartellini, però, non compare in nessuna delle fonti delle giocate dichiarate, e questo rende l’operatore poco adatto a chi cerca le scommesse sui cartellini in modo specifico. Il problema vero è che nessuno dei regolamenti di Eurobet smentisce questa assenza, semplicemente non la nomina.
Chi gioca il calcio tradizionale — 1X2, risultato esatto, singole e sistemi comodi da seguire — ha in Eurobet un ambiente ordinato. Chi vuole tutta la gamma del live è altrove, e nessuna delle funzioni qui annuncia altro.
AdmiralBet — i limiti che valgono qualcosa
Admiral Bet S.r.l., ADM n. 16048. Le condizioni prevedono autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. In registrazione viene chiesto di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con effetto immediato su un limite ridotto e un’attesa di 7 giorni per uno aumentato.
Questo è il punto in cui l’architettura dei limiti si vede meglio che altrove, e il motivo è che convivono due sistemi. Un conto nuovo eredita le condizioni contrattuali; la finestra parziale di esclusione è cambiata con il nuovo assetto entrato in vigore il 1° febbraio 2026, e una revoca possibile dopo 9 mesi è un impegno lungo, ma ha il pregio di essere revocabile e quindi di non costringere a un addio permanente per una settimana storta. Il limite che vale davvero, in ogni caso, resta quello di ricarica, perché è l’unico che agisce prima che il denaro entri nel conto.
Sui mercati di calcio, AdmiralBet non compare tra gli operatori dei cartellini citati nel dettagliato elenco di offerte.
Betsson — lo sport internazionale, non il mercato italiano
Azzurri Limited, ADM n. 16027. L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.
Migliaia di eventi sono una promessa di ampiezza, e per chi cerca campionati esteri, coppe minori o sport non italiani questa è la ragione per aprire la pagina di Betsson prima delle altre. La profondità però arriva in un formato compatto: cinque tipi di mercato in app, tutti centrali, senza una sezione dedicata ai cartellini. Chi vuole il mercato dei cartellini qui non trova il regolamento di riferimento, e la varietà orizzontale non colma quella lacuna verticale.
Planetwin365 — l’evento in streaming, non il cartellino
Pwo S.p.a., ADM n. 16007. Planetwin365 offre eventi sportivi in diretta streaming, con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo.
Il tennis tavolo su un palinsesto quotidiano dice molto: questo è un operatore costruito per il volume, non per la profondità di un singolo mercato, e lo streaming è il suo argomento migliore. Il cartellino di calcio non rientra in quello che l’app documenta, e del resto i cartellini si riferiscono essenzialmente a sport con l’arbitro e i suoi taccuini. La scelta di campo è deliberata, non un’omissione.
Il catalogo qui punta su sport con calendari quotidiani e partite brevi, area in cui il tennis tavolo e la pallavolo sono il pane, e chi cerca l’offerta italiana classica sul calcio trova meno spessore.
Betfair — l’unico exchange della lista, con una regola propria
Betfair Italia S.r.l., ADM n. 16028. L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.
La registrazione in Italia di Betfair non è come quella di un bookmaker: qui si può essere punta o banca, il concessionario mette in contatto anonimo le due parti, e le condizioni di scambio dell’exchange italiano includono regole proprie, per esempio una puntata minima in banca di 200 centesimi con incrementi di 50 centesimi. Una regola del genere non riguarda il cartellino, ma dice come funziona questo operatore: le regole sono scritte da chi gestisce il mercato, non da chi stampa la quota, e chi arriva dall’exchange inglese troverà una versione ristretta.
La struttura del commissionamento va tenuta presente nel confronto tra operatori: nel 2024 il giocatore non doveva nulla sulle vincite, con l’imposta che gravava sul concessionario, quindi il quadro fiscale non era la difficoltà principale. La vera differenza è che un exchange lascia al mercato il compito di prezzare la quota, e chi punta sui cartellini trova qui una meccanica diversa da quella di un bookmaker a quota fissa.
StarCasinò — casinò con sport, non sport con casinò
Azzurri Limited, ADM n. 16026. L’app StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.
Il posizionamento è trasparente già dal nome, e il catalogo lo conferma: lo sport è presente ma accompagnato, non trainante. La concessione è la stessa di Betsson, segno che un solo gruppo può gestire più concessioni su siti diversi: la concessione è per sito, non per azienda, e questa è la regola che spiega perché lo stesso gruppo compare due volte in questa lista.
Il tetto del mercato sportivo qui è il casinò, e un giocatore che arriva cercando il cartellino trova un ambiente in cui lo sport è una sezione dentro un catalogo più grande. La convenienza sta nel fatto che entrambe le anime restano sotto la stessa concessione e lo stesso tetto di deposito, ma chi cerca regolamenti analitici sul calcio non è nel posto giusto.
Lottomatica — l’evento in diretta come prodotto centrale
Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), ADM n. 16010. L’app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.
La concessione di Lottomatica è la stessa di Goldbet, e anche questo merita una riga: la concessione è per sito, non per azienda, e una stessa società può gestire più siti autorizzati. Sul prodotto, il live con streaming è l’argomento centrale, e la copertura di campionati è ordinata e ampia: Serie A e B, coppe europee, Premier League, più F1 e MotoGP per chi vuole il motore. Il cartellino non compare nell’elenco dei mercati documentati, e in un’offerta costruita intorno al live e allo streaming la scelta è coerente.
Il valore pratico di questa configurazione è il live, che è probabilmente il migliore argomento fra quelli elencati; il limite è che un mercato di nicchia come il conteggio dei cartellini va cercato dentro l’albero del calcio, senza indicazioni di app.
NetWin — il bonus con i requisiti più severi della lista
Netwin Italia S.p.a., ADM n. 16035. Per sbloccare il bonus Sport-50 NetWin chiede un giro di 3 volte il deposito con denaro reale entro 7 giorni, su multiple di almeno 3 eventi con quota minima 2.00 per evento e quota totale di almeno 10.00; sono esclusi sistemi, antepost, live e scommesse con cash out attivo.
Leggiamo i requisiti per come suonano a chi conta i biglietti. Tre volte il deposito non è molto: su un deposito di 100 € servono 300 € di giocate, e con puntate da 20 € fanno quindici biglietti, tutti entro sette giorni, tutti su multiple di almeno tre eventi con quota minima 2.00 per evento e totale almeno 10.00. Il vincolo che morde non è il volume, è il formato: ogni giocata deve essere costruita da multipla, il che significa tre eventi a quota 2.00 innestati in un unico biglietto. E poi c’è l’esclusione — sistemi, antepost, live e scommesse con cash out attivo non contano — che nella pratica esclude proprio le giocate che si giocano il sabato pomeriggio. Il deposito minimo appare nella formulazione del bonus come 50, ed è il più alto di questa lista, semplicemente perché è il bonus stesso a chiamarsi Sport-50. La finestra di sette giorni è quella che decide se NetWin è conveniente o no: chi gioca molte multiple a tre eventi in pochi giorni non fa fatica, chi gioca una singola alla settimana non lo completa.
Sui mercati di calcio, NetWin non compare tra gli operatori dei cartellini citati nel dettagliato elenco di offerte.
Il punto di partenza: che cosa sono le scommesse sui cartellini e come si leggono i mercati
Il mercato che state guardando esiste da parecchi anni, ma solo di recente ha smesso di essere una nicchia da scommettitori esperti. Fino a qualche stagione fa le giocate sui cartellini si trovavano in un angolo della sezione calcio, magari solo per le partite di cartello o solo per i grandi campionati; oggi compaiono nel catalogo standard di operatori che non ne fanno un argomento di vendita, perché conviene tenerli in vetrina per non sembrare incompleti. Questa evoluzione aiuta a leggere il listino: quando un mercato viene pubblicato da tutti ma promosso da pochi, significa che è trattato come merce di riempimento, e per un mercato dalla varianza alta come questo la differenza tra «c’è» e «c’è con regole chiare» è la differenza tra un’offerta e un’esca.
La quota di una scommessa sui cartellini è prezzata come tutte le altre: più il risultato atteso è improbabile, più alta la quota. E qui si apre il primo malinteso, il più comune. Una quota alta non vuol dire «vincita facile»; vuol dire che il conteggio è così disperso che il concessionario non ha modo di offrire un prezzo basso senza rischiare troppo. Il mercato del cartellino è un cugino del risultato esatto e dei tiri in porta, non del 1X2, e questo ha conseguenze pratiche sul modo in cui costruite le giocate: sono mercati che scambiano liquidità con ampiezza e che richiedono di sapere dove si esce.
Ogni quota, poi, ha sotto una proposta di valore che va letta con i requisiti della promozione in una mano. La quota minima di una multipla cambia il numero di eventi che dovete costruire, non solo il premio che potete vincere; un cash out attivo modifica l’eleggibilità al rigioco; un sistema escluso dai requisiti è una giocata che non aiuta a sbloccare nulla. Se il conto non torna, cambiate il formato del biglietto o cambiate operatore, non alzate lo stipite.
Quando un mercato cresce di volume, cresce anche il conto di righe del regolamento alla base, e il parametro da seguire è il punto in cui due operatori contano diversamente lo stesso episodio. Un doppio giallo che vale due punti da una parte e tre dall’altra, per citare il caso più frequente, è già un grosso ostacolo per un giocatore occasionale, perché l’esito di un biglietto è scritto nel dettaglio di un regolamento e non nell’esito della partita che si è vista. Questo è ciò che rende i cartellini un mercato da leggere prima di giocare, e non da giocare per capirlo.
E porta con sé una conseguenza che vale per ogni schedina di questo tipo: il regolamento vince sull’impressione. Le immagini della partita, il colore del cartellino, il minuto in cui è stato mostrato, il giocatore che si meritava il secondo giallo e non l’ha avuto — tutto questo è informazione per la testa, non per il conto. Il mercato paga in base a un referto, e il referto si legge con criteri che l’operatore pubblica prima della partita. Il giocatore preparato è quello che ha letto quelle righe una volta sola, con calma, magari a mercato chiuso, invece di cercarle a partita in corso quando il cronometro scorre.
La concessione si controlla prima di aprire il conto, non dopo
La partita tra operatori, in Italia, si gioca prima ancora della quota: si gioca su chi è autorizzato a prendere le scommesse. Il nome della legge che governa il settore è ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, scritta «ADM (ex AAMS)» ogni volta che si nomina per esteso e ancora chiamata «AAMS» dal mercato; il testo di riferimento è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, che riordina il settore dei giochi pubblici a distanza. Le concessioni italiane non sono licenze aperte: sono assegnate con gara pubblica, e sotto l’art. 6, comma 3, D.Lgs. 41/2024, i vincitori possono gestire uno o più giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Il requisito base è una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, accompagnata da un piano di investimenti e dall’impegno a rispettare i limiti di deposito fissati nel bando (art. 6, comma 5), mentre le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fermi per tutta la durata (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3).
Il percorso concreto è questo. La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’ADM, letto il 25 ottobre 2026, conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un solo sito .it; una società può tenerne più di una, come Eurobet Italia S.r.l., che gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. La concessione è per sito, non per azienda, ed è per questo che lo stesso gruppo può comparire più volte.
Il controllo si fa in tre passaggi, e nessuno dei tre è una formalità.
- Il numero di concessione nel contratto. L’operatore scrive numero e intestazione nelle proprie condizioni, ed è lì che si verifica. Le dieci schede di questa pagina portano il dato.
- La riga dell’elenco ADM. Il sito autorizzato deve comparire nell’elenco pubblico dei concessionari. L’elenco non ha una colonna per i giochi: l’autorizzazione riguarda un complesso di giochi che può includere scommesse sportive, poker e skill games, giochi di casinò, exchange e bingo in qualunque combinazione. Un nome presente nell’elenco non dimostra da solo che quel sito offra scommesse sportive.
- Il sito e l’app dell’operatore. È ciò che l’ADM indica come prova del prodotto, e va verificato direttamente sull’offerta.
Il terzo punto è quello su cui si sbagliano più lettori: l’iscrizione all’elenco è per la concessione, non per l’offerta sportiva, e un operatore che ha una concessione GAD può averla ottenuta per altro. Chi cerca i cartellini deve verificare che il mercato ci sia, non solo che la concessione esista.
Il terzo punto ha un rovescio pratico: l’elenco non è esaustivo del mercato. Altri concessionari esistono, e un brand che non c’è non è per ciò stesso abusivo — semplicemente non è tra quelli qui recensiti. Nella lista del 25 ottobre 2026 non figurano Unibet, Betway, 1xBet e 22bet, e non ci sono elementi che neghino o affermino la loro presenza sul mercato italiano.
Che cosa può essere oggetto di una scommessa
Non ogni evento è giocabile, e il confine non lo decide l’operatore. La definizione di «palinsesto» è all’art. 2, lett. s), D.Lgs. 41/2024: il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipi di scommessa preparato dal concessionario e approvato dall’ADM. Una scommessa può essere presa solo su eventi che stanno nel palinsesto approvato, e l’ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner, secondo quanto riporta la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di scommessa stiano nel palinsesto è un dato che, allo stato, non è pubblico. Le scommesse a quota fissa sono il prodotto centrale, e la legge prevede anche il totalizzatore: se un operatore online offra oggi forme di scommessa a monte premi è una informazione che non risulta.
Fra gli eventi ammessi, l’art. 6, comma 1, lett. a) elenca le scommesse a quota fissa e a totalizzatore sugli eventi sportivi, compresi quelli simulati, e sulle corse dei cavalli. Gli eventi simulati, definiti dall’art. 2, lett. v), sono eventi generati al computer — di sport, di cavalli e altri — mostrati con animazioni o con un evento reale registrato, e rientrano in una concessione per le scommesse sportive: le sezioni «Virtuali» presenti sui siti degli operatori sono questo. Le corse dei cavalli, in legge, sono due cose diverse: le scommesse sulle corse, a quota fissa o a totalizzatore, dentro la lett. a), e i giochi di ippica nazionale della lett. c) dell’art. 2, lett. h) — vincente, accoppiata, tris, quarté e quinté — che richiedono una concessione propria. Se un brand prenda scommesse sull’ippica nazionale online non risulta. Le scommesse live sono offerte da tutti i grandi operatori; le regole ADM sui mercati, sui ritardi e sugli eventi non sono note, e un elenco di mercati live non esiste in questa pagina.
Il betting exchange è un gioco a sé, previsto dall’art. 6, comma 1, lett. e) e definito dall’art. 2, lett. u): il giocatore può essere punta o banca e il concessionario si limita a mettere le due parti in contatto anonimo. Betfair è descritto come il primo a operarlo, con concessione 16028, e la sua documentazione riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come la puntata minima in banca di 200 centesimi con passi da 50 centesimi. Un articolo di stampa di settore del 2024 riporta che il giocatore non deve nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario; quali brand gestiscano oggi un exchange e con quali regole di commissione non risulta.
Sui limiti di puntata vale la stessa logica dei giochi separati: un tetto statutario in euro sulle puntate sportive non risulta, e gli strumenti che vincolano sono i self-limits del giocatore e il limite di deposito che si sceglie in registrazione. Il betting e il casinò restano permessi separati con regole separate, e un limite di casinò non è un limite di scommessa.
Perché la concessione cambia il conto
Il vantaggio della concessione non è un logo: è un insieme di cose che esistono o non esistono. Con la concessione arrivano il RUA, la supervisione ADM, gli strumenti di limite obbligatori e un foro italiano per le controversie. Senza, non arriva nessuna delle quattro. Il RUA — il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018 — blocca tutte le piattaforme online con concessione ADM e le sale sul territorio: chi si è autoescluso è fuori da tutto il sistema regolare italiano, e le condizioni di AdmiralBet lo dicono esplicitamente, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia.
I siti senza concessione non sono collegati al RUA, e un giocatore autoescluso lì non è protetto da nessuno. Offrire gioco a chi si trova in Italia senza una concessione è illegale, e il meccanismo di contrasto sta nell’art. 22, D.Lgs. 41/2024: l’ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tiene la lista dei siti legali legata ai concessionari e la lista dei siti inibiti, entrambe pubbliche sui siti dell’ADM e della Guardia di Finanza; i fornitori di servizi internet e i prestatori di pagamento che violano un ordine ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. L’ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso. Il blocco opera a livello di DNS e qualche provider resta indietro; un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, secondo quanto riportato dalla stampa di settore in un ordine del 24 settembre 2025, e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini per volta mentre i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola giusta per il risultato è «oscurati».
Il lato del giocatore è quello che nessuno legge, e va detto con le parole dell’ADM, non con le nostre. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, nella lettura che l’ADM stessa dà il 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e la stessa sanzione — ammenda e arresto fino a tre mesi — riguarda chi partecipa a scommesse organizzate da operatori non concessionari. L’importo dell’ammenda e l’esistenza di casi concreti contro un giocatore non risultano, quindi il lettore non deve immaginare un conto preciso; quello che risulta è la norma e la sua lettura ufficiale. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta in Italia anche quando le scommesse sono accettate all’estero.
Il confronto onesto è questo: una concessione ADM porta il RUA, la vigilanza ADM, gli strumenti di limite obbligatori e una sede legale italiana; un marchio .com senza licenza non porta nulla di tutto ciò, è esposto al blocco DNS e, come afferma l’ADM, espone il giocatore a una sanzione penale. I siti esteri che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nei risultati di ricerca con licenze straniere, che in Italia non hanno alcun valore: quella zona va descritta per quello che è — non protetta — e senza fare nomi.
Il gioco d’azzardo non è pubblicizzabile, ma il bonus sì
C’è un’ultima contraddizione da mettere a fuoco, perché è quella che genera i malintesi più grandi tra i bonus e la legge. Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con la L. 96/2018, è in vigore, e l’ADM lo cita il 28 febbraio 2024: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet. L’AGCOM vigila sull’applicazione, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 € per violazione.
Il decreto stesso però promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve il gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e permette al concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile che portino il suo logo (art. 3, lett. m e art. 15, comma 3). Da qui la contraddizione: la comunicazione responsabile è ammessa, la promozione no, e la linea tra le due non è sempre visibile a chi legge. La cronaca del 2025-2026 aiuta a inquadrare l’effettività della norma: l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazione del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto). Una proposta di modifica — un emendamento Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni — non ha avuto esito noto e il divieto resta in vigore alla data di verifica.
Il punto che riguarda la schedina è che il divieto colpisce la pubblicità, non l’esistenza di un bonus. Non risulta un tetto di legge ai bonus né ai requisiti di puntata: importi, rigioco e quote minime vengono dalle condizioni di ciascun operatore e da nessun altro posto. Ed è esattamente per questo che la pagina che state leggendo si ferma ai numeri scritti nei contratti: al di fuori di lì non esiste una fonte normativa che protegga il giocatore da un requisito di puntata mal congegnato.
Chi paga l’imposta, e che cosa resta al giocatore
L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa è disciplinata dall’art. 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025 il cui numero non risulta: 20,5 % se il gioco è raccolto in rete fisica e 24,5 % se raccolto a distanza, calcolata sulla differenza tra puntate e vincite, secondo quanto riporta la stampa di settore. Le scommesse a quota fissa sulle corse dei cavalli pagano le stesse aliquote, dove prima erano il 43 % e il 47 %; le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» di passare al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non risulta.
Il giocatore, dal canto suo, sta in una posizione diversa. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario: la stampa di settore del 2024 e del 2026 parla di somme «tassate alla fonte», con il giocatore che riceve l’importo netto e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi va presa per quello che è e conviene consultare un commercialista. Chi riceve denaro da un operatore non autorizzato si trova invece in un’altra categoria: con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010 l’Agenzia delle Entrate tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili sotto l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica è una sola tassa e due destini diversi: il giocatore su un concessionario riceve il netto, il giocatore su un operatore estero dovrebbe dichiarare il lordo. L’aliquota IRPEF applicata non risulta, e la questione va letta come «andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale».
L’effetto pratico per il lettore che ha appena vinto è che la vincita è netta e non svanisce in una ritenuta sconosciuta: quello che si legge nel saldo è quello che si incassa, ed è già stata la scommessa a pagare l’imposta. Il rovescio è che su una giocata fatta in un circuito non autorizzato l’imposta non è mai pagata da nessuno, e la posizione del giocatore si sposta sul terreno della dichiarazione. Questa è una differenza di sostanza tra i due mercati, non una differenza di immagine: la concessione non cambia solo la tutela, cambia il fisco. Al momento del confronto tra due quote, poi, c’è un terzo dato da tenere presente: l’operatore costruisce la propria quota al netto di un’imposta che dipende dal canale di raccolta, e questo entra nel prezzo che vedete sul biglietto.
Le concessioni in una tabella
| Operatore | Concessione ADM e concessionaria | Che cosa dicono le condizioni sul tema |
|---|---|---|
| Eurobet | n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, su Eurobet | Con l’app si giocano singole, multiple e sistemi; le schedine in corso o concluse sono raccolte in My Bets |
| William Hill | n. 16044, William Hill Malta Plc, su William Hill | Un giallo vale 1 punto e un rosso 2, con un massimo di 3 punti per giocatore; doppio giallo con rosso 3 punti, rosso diretto 2 |
| Lottomatica | n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), su Lottomatica | L’app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP, con quote e risultati in tempo reale e streaming |
| Sisal | n. 16020, Sisal Italia S.p.a., su Sisal | La Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; il Cash Out chiude la giocata prima della fine dell’evento |
| AdmiralBet | n. 16048, Admiral Bet S.r.l., su AdmiralBet | Autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni o a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme autorizzate in Italia; in registrazione si impostano i limiti di ricarica, spesa e tempo di gioco, con effetto immediato su un limite ridotto e 7 giorni per uno aumentato |
| Betsson | n. 16027, Azzurri Limited, su Betsson | L’app offre pre-match e live su migliaia di eventi, con 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo |
| Planetwin365 | n. 16007, Pwo S.p.a., su Planetwin365 | Eventi in diretta streaming, con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo |
| Betfair | n. 16028, Betfair Italia S.r.l., su Betfair | Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, più la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate |
| StarCasinò | n. 16026, Azzurri Limited, su StarCasinò | Si scommette sui principali eventi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto a slot e Live Casinò |
| NetWin | n. 16035, Netwin Italia S.p.a., su NetWin | Il bonus Sport-50 chiede un giro di 3 volte il deposito entro 7 giorni, su multiple di almeno 3 eventi a quota minima 2.00 per evento e totale almeno 10.00, esclusi sistemi, antepost, live e scommesse con cash out attivo |
La lettura che salta all’occhio è che la colonna dei contratti contiene cose di natura molto diversa: una regola di conteggio, un catalogo di mercati, un lucchetto di autoesclusione, una condizione di bonus. Non è un caso. La concessione dice chi è autorizzato a prendere la scommessa, non che cosa il sito offra, e i documenti che gli operatori pubblicano parlano di ciò che li distingue: William Hill scrive il regolamento dei punti perché il mercato dei cartellini è la sua materia; AdmiralBet scrive i limiti perché è la parte di contratto che nessuno legge; NetWin scrive i requisiti di rigioco perché è quello che determina se il bonus si sblocca. Nessuno scrive tutte e tre le cose, e chi confronta le schede lo deve fare sapendo quale riga sta leggendo.
Sulla concessione, l’ultima avvertenza riguarda i gruppi: Lottomatica e Goldbet condividono intestazione e numero, Betsson e StarCasinò condividono Azzurri Limited. Quattro siti, due società, quattro righe distinte nell’elenco. La concessione è per sito, e chi si domanda se un gruppo sia solido non può dedurlo dalla presenza di due siti: sono due concessioni e due offerte diverse, tenute insieme soltanto dalla ragione sociale.
Domande frequenti sui cartellini e sulle concessioni
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si controlla il numero di concessione, la concessione esiste per sito e non per azienda, e si trova scritto nelle condizioni dell’operatore; in parallelo si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza che l’ADM pubblica, verificando che il sito .it compaia con un codice proprio. L’elenco non ha una colonna per i giochi, quindi la concessione conferma l’autorizzazione, non che quel sito offra scommesse sportive o cartellini.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
La vincita è la puntata moltiplicata per la quota fissata al momento della giocata, e nella multipla le quote dei vari eventi si moltiplicano fino a una quota unica. Con una puntata da 10 € e una quota di 1,85, la vincita è di 18,50 €; il profitto netto, cioè la parte che eccede la puntata, è di 8,50 €. La quota è fissata all’accettazione della giocata e non cambia.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Su un mercato a due esiti con entrambe le quote a 1,90, la somma dei reciproci è circa 1,0526 e il payout del mercato è 1 diviso quella somma: il mercato restituisce all’incirca il 95 % di quanto è stato puntato, con un margine attorno al 5 %. Il margine non è uguale per tutti i mercati né per tutti gli operatori, ed è tanto più alto quanto meno è liquido il mercato.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
In registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e i limiti di ricarica, spesa e tempo di gioco si impostano anche su base giornaliera. Abbassare un limite produce effetto immediato, alzarlo richiede un’attesa: le condizioni di AdmiralBet parlano di 7 giorni. I limiti scattano prima che il denaro entri nel conto, quindi sono lo strumento più efficace fra quelli disponibili.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché l’imposta unica cade sul concessionario, che versa il 24,5 % sulla differenza tra puntate e vincite per la raccolta a distanza. Chi riceve denaro da un operatore non autorizzato dovrebbe dichiararlo come reddito diverso; in quel caso conviene consultare un commercialista.
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Un sito senza concessione non è collegato al RUA, quindi un giocatore autoescluso non è protetto, e non ha la vigilanza ADM né gli strumenti di limite obbligatori, ma è esposto al blocco DNS e ai mirror che ricompaiono. La Legge 401/1989, art. 4, nella lettura data dall’ADM, prevede ammenda e arresto fino a tre mesi per chi partecipa a scommesse di operatori non concessionari.
Quello che resta dopo la schedina
Il punto in cui tutto si congiunge è la quota, perché è l’unica cifra che il giocatore vede e l’unica che contiene già tutte le altre decisioni. Sotto c’è il margine, che su un mercato equilibrato di cartellini trattiene all’incirca il 5 % del puntato e che nessuno vi mostra; sopra ci sono i requisiti, quando un bonus pretende multiple a quota minima e non accetta il cash out; intorno ci sono i limiti, che non rendono il gioco più divertente ma lo rendono sostenibile. Ogni riga di questa pagina sta dentro uno di questi tre punti, e nessuna di esse è una sensazione: sono numeri scritti nel contratto di qualcuno, che possono essere letti prima di depositare e non dopo.
Se dovessi indicare una sola abitudine, sarebbe questa: fare l’elenco delle regole che contano — l’unità di misura del mercato, il tetto per giocatore, le esclusioni di perimetro, la fonte del referto, il requisito di puntata, il limite di deposito — e verificare quali di quelle informazioni l’operatore pubblica davvero prima della partita. Costa mezz’ora e non serve a vincere nulla, perché nessuno può sapere dove andrà a finire la partita. Serve a sapere, quando la schedina si chiude, che cosa era stato promesso e che cosa era stato scritto. È già un bel vantaggio su chi scoprirà la stessa cosa a prelievo bloccato.
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