Non AAMS scommesse in Italia 2026: la concessione, la lista dei siti oscurati e quello che manca davvero
31 Ottobre 2026 · dati verificati contro l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM e contro i termini e le condizioni dei singoli operatori.

Chi cerca un bookmaker non AAMS cerca quasi sempre la stessa cosa: il nome che vede sui banner, quello con la quota un filo più alta, quello che non gli ha mai chiesto una copia del documento. La ricerca restituisce un assortimento di domini in .com, in .eu, qualche volta in .cv, tutti con una licenza estera stampata in fondo alla pagina. Nessuno di quei siti ha una concessione ADM. Il punto non è moralistico ed è perfino poco interessante: il punto è che cosa quella concessione porta con sé, e quanto costa al giocatore la sua assenza. Dietro ogni operatore con concessione ci sono un registro statale che blocca il tuo conto su richiesta, un limite di deposito che hai scelto tu in fase di iscrizione, una sede legale italiana per una controversia. Fuori da lì non c’è niente di tutto questo, e in più c’è un articolo che ADM continua a citare e che riguarda anche chi punta, non solo chi organizza.
L’altra metà della faccenda è che il mercato legale è piccolo e concentrato. Il bando di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, per circa 7 milioni di euro ciascuna e nove anni di durata; il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Cinquantadue righe, codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. Non migliaia di alternative: cinquantadue. Un marchio che non compare in quella tabella non è automaticamente fuorilegge — lo dico subito, perché è l’errore di lettura più comune — ma non può raccogliere giocate in Italia.
La classifica: dieci concessionari a confronto
Dieci operatori, tutti con concesso ADM e sito .it, tutti con qualcosa di specifico nel proprio palinsesto e nei propri strumenti. L’ordine non è una graduatoria di merito: è l’ordine in cui li ho guardati, e il lettore che cerca il numero di concessione di ognuno lo trova nella colonna accanto al nome.

| Brand | Numero di concessione ADM e concessionario | Che cosa dicono i termini o l’app dell’operatore |
|---|---|---|
| StarCasinò | 16026 · Azzurri Limited | L’app consente di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto a slot e Live Casinò |
| Sisal | 16020 · Sisal Italia S.p.a. | Oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita su calcio, volley, tennis e basket |
| Betsson | 16027 · Azzurri Limited | Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo |
| SNAI | 16032 · Snaitech Spa | Singole, multiple e sistemi, con risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori, più Cash Out |
| Eurobet | 16012 · Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Palinsesto dal calcio, tennis e basket fino a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, con eventi di spettacolo e di politica |
| bet365 | 16030 · Hillside (New Media Malta) Plc | Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live |
| Goldbet | 16009 · Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport |
| Planetwin365 | 16007 · Pwo S.p.a. | Campionati nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga), Champions, Europa e Conference League, oltre 20 tipologie di sport con risultati in diretta |
| AdmiralBet | 16048 · Admiral Bet S.r.l. | Autoesclusione su tutte le piattaforme autorizzate, limite di ricarica, di spesa e di tempo scelto in registrazione; registrazione anche con SPID di livello 2 |
| BetFlag | 16008 · Betflag S.p.a. | Apertura del conto con procedure di identificazione SPID e CIE accanto alla registrazione classica; vietato ai minori di 18 anni |
La colonna centrale fa un lavoro che il nome del brand non fa. La concessione è intestata al sito, non alla società, e quasi mai il concessionario porta il nome del marchio: dietro Bwin, dietro due siti .it diversi, c’è la stessa Eurobet Italia. Chi legge «Azzurri Limited» accanto sia a StarCasinò sia a Betsson non ha trovato un errore di stampa; ha trovato un gruppo che gestisce due concessioni separate. E il numero va letto per quello che è: un codice, non un punteggio. Sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza non esiste una colonna che distingua chi ha scommesse, poker, giochi di abilità, exchange o bingo: un nome sulla lista dimostra che quel sito può raccogliere gioco, non che il suo palinsesto contenga scommesse sportive. Quelle le mostra il sito dell’operatore, e nel caso di questi dieci le mostra.
Un’ultima nota sul perimetro, perché è la cosa che i confronti gonfiano più spesso: cinquantadue righe non sono tutto il mercato. Altri concessionari esistono e non compaiono qui. Il marchio assente da questa tabella non è perciò privo di licenza — è solo un marchio che non ho guardato.
Che cos’è un bookmaker non AAMS, e perché la parola è rimasta
Il nome è vecchio di un’acca. AAMS, l’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, è stata assorbita dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, e il mercato continua a dire «AAMS» per abitudine: cercare «scommesse non AAMS» significa oggi cercare operatori senza concessione ADM (ex AAMS). Nessun cambio di sostanza, solo un acronimo che sopravvive nelle query e nelle conversazioni.
Il meccanismo che regge tutto è il palinsesto. L’articolo 2, lett. s), del D.Lgs. 41/2024 definisce il palinsesto come il programma di eventi — sportivi, ippica compresa, e non sportivi — e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM. Si può prendere una giocata solo sugli eventi di quel programma approvato, e ADM autorizza gli eventi uno per uno: a settembre 2026, per dirne uno, ha dato il via alla Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Non è un dettaglio burocratico. È la ragione per cui un bookmaker italiano non può inventarsi un mercato la sera stessa in cui il mondo ci pensa.
L’articolo 6, comma 1, elenca poi che cosa si può offrire a distanza con una concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, anche simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; bingo. Le concessioni durano al massimo nove anni senza rinnovo, i requisiti comprendono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che ADM fissa nel bando, e i termini della concessione e il regime fiscale restano fermi per tutta la durata.
Sul versante opposto la descrizione è breve. Un brand .com che accetta giocatori italiani senza concessione non ha palinsesto approvato, non versa l’imposta unica italiana, non è collegato al Registro Unico degli Autoesclusi, non è sottoposto alla vigilanza di ADM e non offre al giocatore un foro italiano per una lite. Quello che porta è una licenza straniera — Curaçao, Malta, Anjouan — che in Italia non ha alcun valore giuridico. Chi legge «licensed and regulated» in fondo a una pagina .com sta leggendo una frase vera nel paese che l’ha rilasciata e irrilevante in quello in cui punta.
Come si controlla la concessione, in tre minuti e senza fidarsi di nessuno
Il test è uno solo ed è pubblico: l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, che ADM tiene sul proprio sito insieme alla lista dei siti la cui accessibilità è inibita, pubblicata anche dalla Guardia di Finanza. Nessuna classifica, nessun articolo, nessun banner sostituisce quella tabella. Una presenza in una comparativa non è una concessione, ed è bene ricordarselo ogni volta che un sito «migliore bookmaker» mette in cima un dominio che nella lista di ADM non esiste.
Il controllo pratico funziona così. Si cerca il marchio nell’elenco e si guarda a quale sito .it è abbinato: la concessione è concessa per singolo sito, non per società, quindi il fatto che una casa madre abbia una licenza non autorizza automaticamente ogni suo dominio. Poi si apre il sito trovato e si scende fino ai termini: gli operatori dichiarano lì il numero di concessione e la società che la detiene. Se il numero che leggo è 16020 e la società è Sisal Italia, ho due informazioni che combaciano. Se il dominio è un .com, o un .it che non porta alcun numero, non c’è niente da far combaciare.
Un secondo controllo è più veloce e serve a un caso diverso: capire se il sito che sto guardando è già stato bloccato. Se il dominio è nell’elenco dei siti inibiti, o se digitandolo finisco su una pagina di avviso che mi dice che il sito richiesto è sprovvisto delle autorizzazioni necessarie per raccogliere giochi in Italia, la domanda è già stata posta e ADM ha già risposto.
Che cosa cambia fra una concessione ADM e una licenza estera
Il confronto onesto sta in due colonne di cose che esistono e cose che non esistono. Da una parte:registro RUA che blocca il conto su tutte le piattaforme autorizzate, vigilanza di ADM, strumenti di limite obbligatori per legge, palinsesto approvato evento per evento, imposta unica versata dal concessionario sul margine, una controversia che si discute in Italia. Dall’altra: nessuna di queste cose. Non è una differenza di qualità del prodotto — a volte il prodotto offshore è ricco, e le quote sono alte perché nessuno paga la concessione da 7 milioni — è una differenza di chi risponde quando qualcosa va storto.
E va detto dove i due mondi si toccano, perché è il punto in cui la scelta diventa una scelta sui soldi: le vincite. Su un sito con concessione ADM l’imposta è trattenuta alla fonte e il giocatore incassa la somma netta senza dichiarare nulla, secondo quanto riporta la stampa di settore, che non è una pagina dell’amministrazione finanziaria: in caso di dubbio, un commercialista. Su un sito estero la posizione si ribalta, e la tratto più avanti con la risoluzione dell’Agenzia delle Entrate che la riguarda.
Il quadro normativo: articolo 102, Legge 401 e Decreto Dignità
Qui si entra nella parte in cui la pagina smette di essere una comparativa e diventa un foglio di istruzioni. Tre norme fanno quasi tutto il lavoro.
La prima è quella che manda in fumo i domini. L’inibizione dei siti di gioco non autorizzati si fonda sull’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, e chi fornisce connessioni Internet è tenuto a consultare costantemente l’elenco dei siti inibiti. Non è una raccomandazione: è un obbligo con una sanzione dietro, e la sanzione non colpisce il giocatore ma chi gli vende la connessione. ADM blocca i siti privi delle autorizzazioni previste dal 2007 e ripete che solo i titolari di concessione possono offrire gioco a distanza con vincite in denaro.
La seconda è la più scomoda da leggere, perché esce dalla logica dell’operatore e arriva al tavolo di chi punta. L’articolo 4 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, come ADM stessa ha dichiarato il 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero; e ADM aggiunge che anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo dell’ammenda non è indicato, e non ho notizia di procedimenti contro un singolo scommettitore. Ma la regola, per come la scrive ADM in un comunicato che è tuttora online, non riguarda soltanto chi organizza: riguarda anche chi partecipa. Chiunque racconti questa vicenda come un problema esclusivo di chi apre il banco sta raccontando metà della norma.
Sul versante dell’offerta la norma si fa più precisa, e riguarda direttamente ciò che un giocatore vede. L’articolo 4, comma 4-bis, della stessa legge copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando sono accettate all’estero. E l’articolo 22 del D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, affida ad ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, la tenuta delle due liste pubbliche: quella dei siti legali, legata ai concessionari, e quella dei siti la cui accessibilità è inibita. Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l’obbligo di inibizione imposto da ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata. Quella forbice spiega la meccanica meglio di qualsiasi commento: il costo di lasciar passare un dominio illegale è alto per l’operatore di rete, e il risultato è che la rete lo chiude.
Il Decreto Dignità e i bonus: due cose che vengono confuse
Il Decreto Dignità, articolo 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge n. 96/2018, è in vigore. ADM lo cita così: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet. La vigilanza è di AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.
Qui si annida l’equivoco che genera metà delle ricerche su «bonus scommesse non AAMS». Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus: un «bonus di benvenuto» è un termine degli operatori, e non esiste nell’ordinamento italiano un tetto statale all’importo del bonus né un tetto ai requisiti di puntata. Quindi importi, rigioco e quota minima si leggono nei termini di ciascun operatore, uno per uno, e la parola «bonus» in un annuncio non aggiunge né toglie nulla alla licenza di chi lo offre. Chi insegue «bonus bookmaker non AAMS» sta cercando uno sconto che, quando va bene, vale meno di quello che costa; quando va male, non esiste nessuno a cui chiederlo.
Sul fronte applicativo la norma è più mobile di quanto sembri. Nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazione del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali pendono davanti alla Corte di giustizia dell’Unione europea, C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e C-194/25 sulla notifica della norma. Un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 proponeva di eliminare il divieto per la pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni: al momento della verifica il divieto è in vigore e l’esito di quella proposta non risulta. Chi progetta di comparire in un banner sportivo l’anno prossimo sta scommettendo su una norma che oggi non esiste.
Le conseguenze pratiche di un dominio oscurato
Il blocco funziona a livello DNS e alcuni provider arrivano in ritardo; l’ordine del 24 settembre 2025 ha portato il totale a 11.481 domini secondo la stampa di settore, gli aggiornamenti del 2026 aggiungono qualche decina o qualche centinaio di domini per volta, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola che il mercato usa per il risultato è «oscurati», ed è una parola onesta: descrive un buio, non una chiusura.
Che cosa vuol dire per chi ha un saldo su uno di quei siti? Vuol dire che il conto non si chiude, ma si raggiunge male. Cambia il DNS, cambia rete, cambia provider: il dominio torna. Il problema non è tecnico, è che il giocatore si è messo in una posizione in cui l’unico modo di accedere al proprio denaro è un espediente informatico, e in cui nessuna autorità italiana può ordinare il pagamento di quel saldo. Una concessione ADM porta con sé un foro italiano; un dominio inibito porta con sé un elenco.
L’inibizione dei siti non autorizzati: metodo, avvisi e sanzioni
Fino a marzo 2026 l’inibizione si appoggiava a un indirizzo IP statico. Dall’aprile 2026 i siti inibiti sono reindirizzati a sito-inibito-giochi.adm.gov.it al posto dell’indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione; l’ultimo elenco dei siti inibiti è aggiornato al 13 ottobre 2026. ADM inibisce i domini che offrono o sponsorizzano gioco illegale, reindirizzandoli verso una pagina con un’apposita avvertenza, la quale segnala che il sito richiesto è sprovvisto delle autorizzazioni necessarie per raccogliere giochi in Italia.
Il cambio non è cosmetico. Un avviso ha un testo, un’intestazione, un indirizzo con il marchio dell’agenzia; un IP nudo non spiega nulla a chi lo incontra. Chi apre una schedina su un dominio inibito oggi legge che quel sito non è autorizzato, e lo legge da ADM. È il secondo momento in cui la domanda sul non AAMS si fa utile: dopo il primo rifiuto, la maggior parte delle persone si mette a cercare un mirror. Un avviso chiaro riduce quella tentazione, e questo è l’unico senso in cui una misura di blocco produce un effetto.
Dietro la pagina c’è la catena che ho già nominato passando per l’articolo 22: fornitori di connettività e prestatori di pagamento che non rispettano l’obbligo di inibizione, cioè che continuano a convogliare traffico o a movimentare denaro verso l’operatore privo di concessione, si espongono a una sanzione da 30.000 a 180.000 € per violazione accertata. L’articolo 22, comma 1, prevede inoltre un regolamento, concordato con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per conto di operatori senza concessione; l’entrata in vigore di quel regolamento non è confermata.
Vale la pena mettere insieme le due date, perché il lettore le incontra spesso separate. Un conto aperto su un dominio estero poggia su una catena di pagamento che l’ordinamento italiano sta cercando di interrompere, e su un nome che ADM cancella dalla rete appena lo individua. Non è una questione di se, è una questione di quando: la lista si aggiorna, i domini cambiano, e a ogni cambio il giocatore deve ricostruire l’accesso al proprio saldo.
Gioco responsabile: la parte che non si vede su un sito estero
La tutela più importante del sistema italiano non è un divieto, è un elenco. Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca l’accesso a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui la richiesta è stata presentata, e alle sale fisiche. Il principio è semplice e va ripetuto perché è la differenza più concreta fra i due mondi: l’autoesclusione registrata nel RUA non si aggira cambiando operatore. Chi ha un problema non ha dieci porte da chiudere, ne ha una.
L’articolo 15, comma 1, del D.Lgs. 41/2024 chiede ai concessionari limiti di tempo, di spesa e di perdita scelti dal giocatore; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario secondo l’età e il comportamento del giocatore su protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno. L’articolo 15, comma 2, aggiunge un obbligo di informazione: ogni concessionario destina lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, a campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa.
Quella sequenza — scegliere un limite, non poterlo alzare in fretta, sapere che un registro chiude tutto — è il prodotto più prezioso del sistema. Nessuno la pubblicizza, e questo è il suo limite.
Autoesclusione e limiti di deposito: come funzionano davvero
I termini di AdmiralBet sono utili come esempio di come un operatore traduce la norma. L’autoesclusione prevista è di 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. In registrazione lo stesso operatore chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e la meccanica dei tempi è quella che conta: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.
Sette giorni sono una piccola galassia di distanza dalla gratificazione immediata, ed è esattamente il punto: la legge e i termini sono scritti in modo che il giocatore possa frenarsi in un secondo e non possa liberarsi in un secondo. Chi arriva da un sito estero trova l’opposto: un limite che si alza con due clic, se esiste, e nessun registro che chiuda le altre porte. In fondo alla pagina, bet365 indica per i residenti in Italia il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. È un numero, non una politica, e vale più di molte clausole.
Prevenzione e verifiche di età, identità e provenienza del denaro
L’accesso a un conto di gioco italiano passa da un’identificazione completa. L’articolo 3, comma 1, lett. a), del D.Lgs. 41/2024 mette la tutela dei minori di età fra i principi, le condizioni di concessione impongono di escludere i minori dal gioco e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. Il conto di gioco richiede l’identificazione piena: gli operatori offrono la registrazione con modulo e copia di un documento oppure con SPID, e Goldbet anche con CIE tramite un fornitore SPID. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati, come indicano le pagine degli operatori.

La differenza con il modello offshore non sta nella severità ma nella direzione della verifica. Qui il controllo serve a sapere chi sta giocando e a impedire l’accesso ai minori; là il controllo, quando esiste, serve in genere a sapere chi paga. L’onere documentale ricade nel primo caso sul concessionario sotto la vigilanza di ADM, nel secondo su chi vende il servizio a un cliente lontano.
I dieci concessionari, uno per uno
Quello che segue è il modo in cui una concessione si traduce in prodotti e condizioni, operatore per operatore. I numeri di concessione sono nella tabella in apertura; qui interessa cosa ciascun brand mette davanti al giocatore e cosa quella cosa gli costa.
Sisal, il palinsesto più fitto della lista
L’app di Sisal dichiara oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Fra le giocate proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Lo stesso conto si apre anche con Touch ID dal telefono, per chi non vuole passare dalla versione desktop.
Quindicimila eventi live sono un numero che va letto con attenzione. Un palinsesto così ampio è la condizione in cui le quote si assottigliano e il margine del bookmaker si allarga sulle giocate marginali, quelle che nessuno confronta perché sono troppe da confrontare. Il valore di Sisal non è nella quota, è nella copertura: se cerchi un mercato su una partita di volley di secondo piano, qui lo trovi, e quella reperibilità ha un prezzo che si paga in quote leggermente peggiori. Chi punta tre volte a settimana sul campionato italiano può trovare di meglio altrove; chi cerca il mercato che non esiste sugli altri siti resta qui.
SNAI, il Cash Out come strumento e non come slogan
L’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. La combinazione è la più tattica del gruppo: i mercati sui tiri in porta e sui cartellini sono quelli che un giocatore preparato usa per coprire posizioni, non per tifare.
Il Cash Out va però capito per quello che è. Chiudere una giocata prima della fine significa accettare il prezzo che l’operatore offre in quel momento, e quel prezzo è calcolato dall’operatore, non da un mercato. Il vantaggio psicologico di incassare qualcosa è reale; il costo, in termini di valore atteso, è che stai vendendo a chi fissa il prezzo di acquisto. Uno strumento forte per chi ha già deciso di limitare la varianza, una cattiva abitudine per chi lo usa come sostituto di una strategia. Che SNAI lo metta accanto a un palinsesto tecnico, e non accanto a un campionato e basta, dice qualcosa di preciso sul tipo di giocatore a cui parla.
Eurobet, il palinsesto che esce dallo sport
L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, comprese le elezioni. È la gamma più larga fra quelle che ho guardato, e il tratto distintivo è proprio la coda non sportiva: scacchi, reality, elezioni.
Il lato curioso è che questa ampiezza si paga in profondità. Chi apre bocca su dieci discipline diverse raramente offre il decimo mercato sulla partita di Serie C, e il giocatore che segue un solo sport troverà su Eurobet meno di quello che trova dove il palinsesto è concentrato. La coda non sportiva, poi, è la parte in cui è più difficile valutare una quota: non esiste un mercato di riferimento, non esiste una quota media pubblicata, e l’assenza di confronto è essa stessa un vantaggio per chi la quota la fa. Resta il posto giusto per chi scommette di tutto, e vale la concessione che porta.
bet365, il marchio che compra la visibilità
L’app si presenta con il ruolo di Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e copre Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. È l’unico dei dieci a portare una partnership continentale nel proprio posizionamento.
Vale la pena notare l’ironia del Decreto Dignità: bet365 può scrivere «partner ufficiale» in un contesto internazionale e non può comprare lo spazio che rende riconoscibile quel ruolo in Italia, dove la pubblicità del gioco con vincite in denaro è vietata anche in forma indiretta. La visibilità che il marchio paga è una visibilità che il mercato italiano non può vendergli. Per il giocatore questo si traduce in un paradosso pratico: la notorietà del nome non è un indicatore della qualità dell’offerta italiana, perché non è costruita sul mercato italiano. Il palinsesto qui è solido e la copertura sportiva internazionale ampia, con l’ippica che è una specialità storica del marchio; quanto a profondità sui campionati minori italiani, la lista non arriva a quella di Planetwin365.
Planetwin365, la copertura del calcio italiano
L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. La presenza della Serie C nella lista non è un dettaglio: è il livello in cui la maggior parte degli operatori abbandona, e in cui chi segue il proprio paese trova o non trova il mercato.
Per un giocatore italiano questa è la struttura più utile delle dieci, perché la domanda che si fa più spesso non riguarda il big match — quello lo offrono tutti — ma la partita di mercoledì sera di categoria inferiore. Più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta completano il quadro: un palinsesto largo sul calcio e sufficientemente largo sul resto. Il difetto speculare è che su una singola disciplina di nicchia si sta sotto a specialistici come Eurobet. Chi punta quasi solo sul calcio italiano ha qui la copertura che gli serve.
Betsson, la scommessa sul prodotto e non sul numero
L’app offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. Non c’è un primato da rivendicare, né di eventi né di discipline: c’è un assortimento di mercati standard costruito bene.
È il tipo di offerta che delude chi cerca un record e accontenta chi cerca la cosa fatta come si deve. 1X2, Under/Over, GG/NG, marcatori e combo sono i mercati che coprono la maggior parte delle giocate reali, quelle che un giocatore piazza ogni settimana senza pensarci; averli tutti, pre-match e live, è più utile di averne trecento di cui duecentonovanta mai usati. Il punto debole è la mancanza di un tratto distintivo: se non cerchi una disciplina particolare e non cerchi un mercato esotico, Betsson fa il suo lavoro senza dare una ragione per restarci oltre la quota migliore del momento, e le quote migliori si spostano ogni settimana.
StarCasinò, il casinò che ha aggiunto il calcio
L’app StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. È il caso più esplicito di casa casino-first con un bookmaker dentro.
Per chi arriva dal calcio la conseguenza è concreta: il palinsesto sportivo è descritto come «principali eventi», quindi la copertura riguarda ciò che tutti seguono e non le profondità, e lo strumento di ricerca e di analisi è quello di una piattaforma che ha fatto altro per tutta la sua storia. Per chi invece gioca soprattutto su slot e casinò dal vivo e vuole qualche schedina senza aprire un secondo conto, la compresenza è comoda e la concessione è la stessa. Chi cerca profondità sui mercati calcistici trova di meglio in questa lista.
Goldbet, il negozio fisico che si porta in tasca
L’app Goldbet permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si riceve il bonus di benvenuto secondo quanto indicano le liste, cioè nella forma in cui l’operatore lo presenta nella propria app. La combinazione fra rete di punti vendita e app è il vero tratto del marchio.
Un bonus di benvenuto offerto «scaricando l’app e registrandosi» è esattamente il tipo di promozione che il Decreto Dignità non vieta, perché non è pubblicità a mezzo di stampa o televisione ma comunicazione sul canale dell’operatore, e richiede al giocatore di leggere i requisiti di puntata nel proprio conto prima di considerarlo denaro disponibile. Quanto alla rete fisica, è una rassicurazione per chi vuole un volto con cui parlare se qualcosa non funziona, ed è anche la ragione per cui questo marchio si trova bene in mano a chi gioca anche d’azzardo tradizionale. Chi cerca solo la quota più alta sul campionato italiano non ha motivo di partire da qui.
bet365, Goldbet, Sisal: il livello dei mercati conta più del nome
Il ragionamento che ha guidato questa tabella merita di essere esplicitato, perché è la parte in cui un lettore può sbagliare da solo. Sul totale dei dieci, i mercati elencati dalle liste degli operatori sono in gran parte gli stessi: 1X2, Under/Over, GG/NG, marcatori, combo, live. La differenza verificabile non è nell’elenco delle voci, è nella profondità con cui ognuna è coperta e nella copertura delle competizioni minori.
E c’è un secondo livello di differenza che nessuna lista di mercati mostra: la quota. Nessuna delle fonti che ho consultato riporta una quota praticata da questi operatori su un evento specifico, quindi non ho attribuito prezzi a nessuno. Chi vuole sapere se conviene una quota confronta due conti sullo stesso evento, la sera, e guarda il margine implicito — non la quota del favorito ma la somma dei reciproci di tutte le esiti di un mercato, che dice quanta parte di ogni euro puntato il bookmaker trattiene su quel mercato. È un controllo da trenta secondi e vale più di qualsiasi classifica, questa compresa.
AdmiralBet, l’unico con un tratto distintivo nei limiti
AdmiralBet è l’operatore su cui ho materiale specifico sull’argomento di questa pagina, e non è un caso. Il conto si apre con registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo OTP e importa i dati automaticamente. In registrazione l’operatore chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. L’autoesclusione prevista è di 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.
Qui l’insieme delle condizioni è la cosa interessante, perché i tre pezzi si tengono insieme. La registrazione con SPID di livello 2 importa i dati anagrafici senza trascrizione manuale, che è il passaggio in cui nascono più errori; il limite di ricarica scelto in apertura diventa una regola del conto dal primo giorno; i sette giorni per alzarlo trasformano un impulso in una decisione. È il pacchetto più coerente con l’idea di un operatore che mette i freni prima che servano. Chi apre un conto convinto di poter cambiare idea in fretta, però, legga prima la clausola del rialzo: è l’unico punto in cui questo operatore dice no, e lo dice per una settimana.
BetFlag, l’accesso che non passa dal modulo
Per aprire il conto BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni. La doppia via di identificazione è il tratto del marchio, e non è una formalità: è il punto in cui si decide quanto tempo passerà prima che il conto sia operativo e prelevabile.
Chi non ha SPID o CIE resta sul percorso tradizionale con documento, e ricade nella regola generale che vale per tutti gli operatori: senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti è sospeso e i prelievi sono bloccati. Un conto aperto e non validato è un conto che accetta un deposito e non paga. È il rischio più banale e più frequente dell’intero sistema, e non ha niente a che vedere con quale bookmaker si sceglie. BetFlag lo mette davanti: chi apre con SPID o CIE salta il problema, chi apre col documento deve ricordarsi di caricarlo.
Quanto costa davvero giocare: il limite di deposito e il margine
Il limite di deposito settimanale che il giocatore sceglie in fase di registrazione è lo strumento più concreto previsto dal sistema, ed è anche il posto giusto per fare i conti. Prendo un caso illustrativo: un giocatore che fissa a 100 € il proprio limite settimanale e lo gioca interamente, una volta, su un mercato a due esiti con quota 1,90 su entrambe le parti. Sono quote d’esempio, non un prezzo praticato da nessuno dei dieci operatori, e non ho attribuito a nessuno di loro una quota reale su un evento reale.
Su quel mercato la quota di payout si calcola sommando i reciproci delle due quote, cioè 1/1,90 più 1/1,90, e prendendo l’inverso: 1 diviso 1,0526, che fa circa 0,95. Il margine del bookmaker è il resto, quindi intorno al 5 %. Detto in modo più utile: su 100 € puntati in una settimana su un mercato di quel tipo, il ritorno medio atteso è di circa 95 €, e il costo medio atteso dell’attività è di circa 5 € a settimana. Su un anno di puntate identiche sono circa 260 € — una stima statistica, non una previsione: nessuno perde esattamente il 5 % ogni settimana, la varianza del singolo esito è enorme e chi vince incassa 190 € da 100 € puntati. Il margine è ciò che accade in media su moltissime giocate, non ciò che accadrà alla tua.
Un margine del 5 % su un mercato a due esiti principali è un valore che in Italia si trova, ed è il termine di paragone giusto per capire dove si paga di più. Un mercato più esotico — un marcatore, un mercato su un campionato minore — viene offerto a payout più basso, e lì la stessa settimana da 100 € può costare 8 o 10 € invece di 5. È la ragione per cui le giocate di nicchia sono le più care e le meno visibili: nessuno confronta la quota di un mercato che nessun altro offre. Su questo il giocatore ha un solo strumento, ed è il confronto sullo stesso evento prima di puntare.
E poi c’è il costo che non appare in nessun margine. Un conto su un dominio non autorizzato non è collegato al RUA, quindi un’esclusione chiesta su una piattaforma italiana non lo tocca; non ha il foro italiano per una controversia; e, per come ADM legge l’articolo 4 della legge 401/1989, espone il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari a un’ammenda e all’arresto fino a tre mesi, senza che l’importo dell’ammenda risulti indicato. Nessuno di questi costi compare sul conto, ed è per questo che sono i più alti.
Le vincite, la tassa e il conto che arriva dopo
Su un bookmaker con concessione ADM l’imposta unica la versa il concessionario, non il giocatore: sulle scommesse sportive a quota fissa è del 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e del 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza fra le somme giocate e le vincite, secondo la stampa di settore. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, mentre le giocate su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» di portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore.
Per il giocatore la conseguenza è quella che conta: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo a chi le incassa e non vanno dichiarate, perché il prelievo è alla fonte e il giocatore riceve la somma netta. È quanto riporta la stampa di settore nel 2024 e nel 2026, non una pagina dell’amministrazione finanziaria: chi ha una posizione fiscale complessa consulti un commercialista. Resta il fatto che il modello è questo, e che è uno dei vantaggi meno pubblicizzati della concessione.
Sul versante estero la posizione si ribalta, e qui la fonte non è la stampa ma l’Agenzia delle Entrate. La risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010 tratta le vincite online come redditi diversi ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lett. d), del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’articolo 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. In pratica: nessuna ritenuta, e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è indicata. In una riga: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
Messo accanto al resto, il quadro è coerente. La concessione non è solo un bollo: è il meccanismo che fa sì che l’imposta la paghi l’operatore e non il giocatore, e che il giocatore non debba spiegare a un ufficio dove ha vinto. Su un dominio estero quella comodità scompare, e al suo posto arriva una dichiarazione dei redditi da compilare su somme per le quali nessuno ti ha rilasciato un documento fiscale italiano.
Domande frequenti sulle scommesse non AAMS in Italia
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
I rischi documentati sono tre. Il dominio può essere inibito a livello DNS e finire nell’elenco dei siti oscurati, rendendo l’accesso al saldo difficile. Nessuna tutela italiana ti copre: il RUA non chiude quel conto, non c’è foro italiano. E l’articolo 4 della legge 401/1989, come ADM lo ha dichiarato il 28 febbraio 2024, sanziona il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari con ammenda e arresto fino a tre mesi.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Lo si cerca nell’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, che indica il codice di concessione e il sito .it abbinato. Poi si apre il sito e si controlla che il numero e la società compaiano nei termini e nelle condizioni. Attenzione: la concessione è per singolo sito, non per società, e la lista non distingue i giochi offerti.
Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?
Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, chiude l’accesso a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui la richiesta è stata presentata, e alle sale fisiche. La durata la scegli tu: AdmiralBet, per esempio, prevede 30, 60 o 90 giorni oppure il tempo indeterminato, e dal 1° febbraio 2026 da 7 a 270 giorni, con revoca possibile dopo 9 mesi sull’indeterminata.
Che cosa vieta il Decreto Dignità in materia di pubblicità delle scommesse?
L’articolo 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, di giochi e scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo, internet compreso. La vigilanza è di AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 €. Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus né il suo importo.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e l’articolo 15, comma 1, del D.Lgs. 41/2024 chiede anche limiti su tempo, spesa e perdita, con messaggi automatici su durata e spesa. AdmiralBet prevede limiti giornalieri, settimanali e mensili su ricarica, spesa e tempo, con effetto immediato se ridotti e dopo 7 giorni se aumentati.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché l’imposta unica — 20,5 % sulla rete fisica e 24,5 % a distanza sul margine — la versa il concessionario. Su un sito estero la posizione cambia: secondo la risoluzione n. 141/E del 2010 dell’Agenzia delle Entrate sono redditi diversi da dichiarare. Non è consulenza fiscale.
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