Ante-post scommesse 2026 — cosa si scommette prima, e su quali bookmaker
Verificato al 31 Ottobre 2026, con i numeri di concessione e le condizioni contrattuali confrontati con l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS) e con i termini e le condizioni degli operatori.

Prima di tutto una differenza che molte schedine non spiegano. Una scommessa ante-post si gioca prima che una competizione cominci o prima che un certo scenario si materializzi del tutto: si sceglie il vincitore del campionato a settembre, il capocannoniere a luglio, la squadra che passa il turno quando il tabellone è stato appena sorteggiato. Il prezzo è più alto di quello che troverete la settimana prima della partita, e non perché il bookmaker sia generoso. È più alto perché state comprando un rischio più lungo, con più tempo perché qualcosa vada storto: un infortunio, un cambio di allenatore, una squadra che dopo tre giornate ha già smesso di crederci. Il nome tecnico è ante-post, dall’inglese «prima dell’evento», e nella sostanza indica il contrario del live: lì il prezzo si muove mentre guardate, qui il prezzo è fermo e la partita non è ancora cominciata.
I campionati e i tornei dove le ante-post hanno mercato
Il calendario decide quali ante-post esistono in un dato mese, e in Italia il calendario ha due grandi stagioni. Da agosto a maggio comanda il campionato: Serie A, Serie B, Serie C, con le ante-post sul vincitore, sulle prime quattro, sulle retrocesse e sulla classifica finale. In mezzo, da settembre a maggio, la Champions League costruisce il suo tabellone a gironi e poi a eliminazione diretta, e proprio il momento del sorteggio è quello in cui il mercato ante-post sul vincitore finale si allarga. Negli anni pari si aggiungono i Mondiali, negli anni dispari gli Europei, e lì l’ante-post non riguarda solo chi alza la coppa: si scommette anche sulla squadra che esce ai gironi, sul capocannoniere del torneo, sul numero di gol complessivi della manifestazione.

C’è poi una fascia di competizioni che molti italiani seguono senza giocarci, e che invece in ante-post vale la pena guardare: i grandi campionati esteri, la Premier League in testa, la NFL per chi tiene sveglia la domenica notte, la Europa League per il mercato di chi cerca quote meno battute. Nel palinsesto italiano questo si traduce in una lista di eventi che il concessionario prepara e che ADM approva: l’articolo 2, lettera s), del D.Lgs. 41/2024 definisce esattamente questo, il «palinsesto», cioè l’elenco degli eventi e delle tipologie di giocata che il concessionario predispone. La conseguenza pratica è che voi non potete scommettere su un evento che nel palinsesto non c’è, per quanto quell’evento vi interessi: ADM autorizza gli eventi uno per uno, e quando un nuovo circuito entra nel palinsesto l’autorizzazione arriva per quel circuito specifico. Un’offerta ante-post, quindi, comincia sempre con la stessa domanda: questo torneo è in palinsesto, su questo sito, oggi?
Il calcio resta il centro di gravità. Nelle app dei concessionari italiani il calcio occupa la prima riga del menù e i mercati che accompagnano un’ante-post non si fermano all’esito finale: ci sono il risultato esatto, il numero di gol, i tiri in porta, i cartellini, i rigori, e questi mercati si compongono con la stessa logica dell’esito finale. Un’applicazione come quella di SNAI elenca singole, multiple e sistemi accanto a marcatori, Multigoal e combo costruite sullo stesso evento. Il meccanismo è sempre quello: prendete una quota che comprende il tempo che manca e la probabilità che il bookmaker stima, e la pagate con l’incertezza che quel tempo porta con sé.
Le ante-post di calcio: campionato, coppe, estero
La distinzione che conta non è fra i campionati ma fra le ante-post di lungo periodo e quelle corte. Il vincitore della Serie A è un mercato che vive nove mesi, e la quota che trovate a settembre è il prezzo di un’informazione che a settembre nessuno ha. Il vincitore di una singola giornata di campionato, o la qualificazione di una squadra a un turno di coppa, è un ante-post corto: poche settimane, un tabellone già noto, un prezzo più vicino a quello che vedrete in pre-match. Un bookmaker con un palinsesto ampio tiene entrambi; uno con un palinsesto sottile tende a concentrarsi sul lungo periodo dei grandi campionati, dove la liquidità dei giocatori è maggiore.
Chi gioca una competizione minore, la Serie C o una coppa nazionale di un paese vicino, scopre presto un limite strutturale dell’offerta italiana: l’ampiezza del palinsesto non è uniforme fra i concessionari. Il confronto onesto non è «quale sito ha tutto», perché nessuno ha tutto, ma «quale sito ha la competizione che interessa a me». È una domanda a cui si risponde aprendo il palinsesto e cercando il torneo, non leggendo la home page, che è costruita sui grandi eventi perché quelli attirano lo sguardo.
Mondiali, Europei e il calendario che comanda
Le ante-post internazionali hanno una caratteristica che le rende diverse da tutte le altre: sono concentrate. Il vincitore dei Mondiali si gioca per due anni, ma il volume vero arriva nelle settimane fra il sorteggio dei gironi e la prima partita. In quel periodo le quote si muovono molto e ogni movimento è una pagina di informazione su come il mercato legge una squadra. Per un giocatore questo significa che l’ante-post lunga e l’ante-post corta sono due prodotti diversi con lo stesso nome: la prima premia chi ha una lettura propria, la seconda chi legge meglio delle altre il tabellone appena uscito.
Il calendario comanda anche il modo in cui si combinano le giocate. Un’ante-post sul vincitore finale e una sul capocannoniere dello stesso torneo possono finire nello stesso biglietto come multipla, e allora la quota si moltiplica — è il meccanismo normale della multipla — ma il rischio non si moltiplica soltanto: le due condizioni devono avverarsi entrambe, e la seconda dipende in parte dalla prima. Una squadra eliminata ai quarti non porta il suo attaccante a giocare la finale. Non è una regola scritta da nessuna parte, è conseguenza aritmetica del fatto che le due scommesse si riferiscono allo stesso torneo.
Regolamento delle scommesse ante-post: cosa succede in casi precisi
Qui si arriva al punto in cui le ante-post si distinguono davvero dalle altre giocate, e non per il prezzo. Il regolamento delle scommesse ante-post esiste perché in un mercato lungo mesi succedono cose che in un pre-match di novanta minuti non possono succedere: una partita rinviata, una squadra esclusa dal torneo, un campionato sospeso, un giocatore che cambia maglia a gennaio e segna per un’altra squadra nel girone di ritorno.
Cosa succede se l’evento non si gioca o cambia
La regola generale di un mercato ante-post è che il prezzo è legato a una condizione, e la condizione sta scritta nel regolamento del mercato, non nella quota. Se l’evento si disputa in una data diversa da quella prevista, il mercato di solito regge: state scommettendo su chi vince, non su quando si gioca. Se invece l’evento non si disputa affatto, o viene annullato senza un sostituto, la giocata è nulla e la puntata torna. Il caso che genera più confusione è quello del giocatore che si trasferisce: nelle scommesse ante-post sul capocannoniere, alcuni operatori pagano la giocata in base alla maglia con cui il giocatore ha segnato i gol, altri in base alla maglia che indossava al momento della scommessa. Sono due regolamenti diversi, e la differenza decide l’esito di una schedina.
Da qui una conseguenza pratica che vale più di qualsiasi spiegazione astratta: prima di piazzare un’ante-post su un evento che può cambiare forma, leggete il regolamento di quel mercato. Non è la pagina dei termini generali. È la scheda del mercato, quella che descrive come viene regolato il caso limite — e nei regolamenti dei concessionari italiani questo testo accompagna il mercato, non il bonus.
Il significato di ante-post e il rimborso della puntata
Il significato di ante-post, nella pratica italiana, ruota attorno a una parola sola: rimborso. Una scommessa ante-post è, per costruzione, una scommessa su un evento futuro che può cambiare; il rimborso delle scommesse ante-post è il meccanismo con cui il bookmaker restituisce la puntata quando la condizione posta dal mercato non si verifica — l’evento cancellato, la squadra esclusa, il mercato dichiarato nullo.
C’è però una differenza che il nome non suggerisce e che costa soldi a chi non la conosce. Il rimborso della puntata non è la stessa cosa di un «rimborso in caso di pareggio» (draw no bet, DNB). Nel primo caso il mercato non si è verificato e la giocata si annulla; nel secondo il mercato si è verificato, è finito in pareggio, e il bookmaker vi restituisce la puntata come esito previsto del mercato. Sono due cose che si chiamano ugualmente rimborso e si comportano in modo opposto: la prima è un’eccezione, la seconda è una regola del mercato. Chi confonde le due compra un DNB credendo di stare al sicuro su un mercato che può annullarsi, e viceversa.
Un secondo punto, spesso frainteso: il rimborso non è mai automatico nella sua qualificazione. Il bookmaker applica il proprio regolamento, e quel regolamento distingue fra annullamento, rinvio, esclusione e sospensione. Una giocata su una squadra esclusa dal torneo per un illecito può essere annullata, mentre una giocata su una squadra retrocessa d’ufficio può seguire il criterio opposto, secondo come il concessionario ha scritto la scheda del mercato. La regola da portarsi a casa è banale e vale più di molte analisi: il regolamento del singolo mercato è l’unica fonte che conta, e sta sul sito del concessionario, non in un riassunto.
Singola, multipla, sistema: come si compone un’ante-post
Le ante-post si giocano nelle stesse forme di ogni altra scommessa. La singola è la più semplice: una condizione, una quota, un esito. La multipla somma più condizioni in un biglietto unico e moltiplica le quote: è il formato con cui molti giocatori costruiscono l’ante-post di lungo periodo, perché una quota di 8,00 su un vincitore e una di 4,00 sul capocannoniere diventano insieme un prezzo molto più alto. Il sistema è la via intermedia: un insieme di giocate che si coprono a vicenda, pensato per recuperare qualcosa anche quando una condizione salta.
Sul meccanismo della multipla conviene essere espliciti, perché è il punto in cui una quota alta viene letta come una vincita probabile. Le quote si moltiplicano fra loro, il che è aritmetica e non fortuna: 2,00 per 2,00 dà 4,00, e 4,00 di quota non significa che l’evento sia probabile, significa che il bookmaker considera improbabile l’insieme. Più condizioni aggiungete, più il prezzo sale, più la probabilità che tutte si avverino scende. Non è un difetto del sistema, è il sistema.
Nelle app dei concessionari italiani questi formati sono tutti presenti. SNAI mette in fila singole, multiple e sistemi e accanto una funzione My Combo che combina più pronostici sulla stessa partita con una quota unica, con la possibilità di unire combo su sport diversi nello stesso biglietto. Eurobet raccoglie le schedine in corso e concluse nella pagina My Bets, così che una multipla ante-post lunga non si perda fra le giocate di giornata. Sono dettagli di interfaccia, ma su una giocata che vive mesi contano: se non ritrovate il biglietto, non lo seguite.
Concessione ADM: i numeri dei dieci concessionari a confronto
Dieci operatori con concessione ADM, e per ognuno la domanda giusta non è «quanto paga», ma «chi risponde di questa concessione». Il concessionario raramente porta il nome del marchio: leggendo le licenze si scopre che due siti diversi possono far capo alla stessa società, e che il numero di concessione è rilasciato per sito, non per azienda. Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale è il concessionario della concessione n. 16012; Goldbet Better Organization Italy S.p.a., abbreviata GBO Italy, compare su due concessioni diverse, la 16009 di Goldbet e la 16010 di Lottomatica. Azzurri Limited è il concessionario di Betsson. È il primo fatto utile di questa pagina e anche il più trascurato: il nome sulla pubblicità non è il nome sul contratto.
| Marchio | Numero e titolare della concessione ADM | Cosa dicono i suoi stessi termini |
|---|---|---|
| Goldbet | n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport dall’app |
| Eurobet | n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | palinsesto dall’app che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi |
| SNAI | n. 16032, Snaitech Spa | singole, multiple e sistemi, più la funzione My Combo che unisce pronostici anche su sport diversi in un solo biglietto |
| Sisal | n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, con Cash Out per chiudere la giocata prima della fine |
| NetWin | n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | l’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 € |
| Betsson | n. 16027, Azzurri Limited | scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo |
| AdmiralBet | n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | in registrazione chiede un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco |
| Betfair | n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, più la sezione Supercombo |
| bet365 | n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Official Global Betting Partner della UEFA Champions League, con pre evento e live |
| Lottomatica | n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | quote e risultati in tempo reale e streaming dall’app per seguire la partita in diretta |
La terza colonna ha una particolarità che vale la pena dichiarare: non è un campione omogeneo, perché riporta quello che i termini e le schede degli operatori mettono per iscritto, che non è sempre la stessa cosa da un marchio all’altro. Alcuni pubblicano l’elenco dei mercati, alcuni il meccanismo del bonus, alcuni la struttura dell’app. Chi legge questa tabella cercando un confronto fra dieci offerte commerciali trova invece dieci documenti di natura diversa, ed è un’informazione utile: dice quali brand scrivono per il giocatore e quali scrivono per la conformità.
Il numero di concessione non è una decorazione da mettere in fondo alla pagina. È la chiave con cui verificate voi stessi se il sito su cui state per depositare è nell’elenco di ADM, e la verifica è meccanica: si apre l’elenco pubblico dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, si cerca il sito, e il numero che compare nei termini dell’operatore deve trovarsi in quell’elenco. Se il numero non c’è, nessun’altra considerazione sull’offerta conta.
Cosa sono le ante-post scommesse: la base prima di giocare
Il fondamento di una scommessa è sempre lo stesso, e conviene scriverlo una volta sola perché il resto della pagina ci appoggia sopra. Puntate una somma, accettate una quota, e se la condizione si avvera il bookmaker vi paga la puntata moltiplicata per la quota. A una puntata di 10 € su una quota di 1,90 il ritorno è 19 €, di cui 9 € di profitto netto. Non c’è nulla di più.
Dalla quota al ritorno: il conto
La formula non cambia mai, cambia solo il numero di condizioni. Il ritorno è puntata per quota; il profitto netto è puntata per quota meno uno. Se giocate 20 € a quota 2,50 e la scommessa entra, incassate 50 € e il vostro guadagno è di 30 €. Se l’ante-post è una multipla, le quote dei singoli pronostici si moltiplicano in un prezzo unico prima di essere applicate alla puntata, e il resto del calcolo è identico.
C’è un punto che nelle ante-post merita di essere detto esplicitamente: la quota alta non è una promessa. Una quota di 6,00 su un esito che si verificherà in una partita su sei è un prezzo equo dal punto di vista aritmetico, non un’opportunità. Il bookmaker non sbaglia le quote lunghe, le costruisce.
Il margine che il bookmaker trattiene, e come si vede
Ogni quota contiene una trattenuta, e vederla è il modo più rapido per capire quanto costa davvero giocare su un mercato. Prendiamo un mercato a due esiti — l’esempio classico del tennis — con le due quote offerte a 1,90 e 1,90. Con queste quote la somma degli inversi è 1 diviso 1,90 più 1 diviso 1,90, cioè circa 1,0526; il payout, la quota di tutto il giocato che quel mercato restituisce nelle vincite, è 1 diviso 1,0526, cioè circa il 95 %; il margine del bookmaker è il resto, intorno al 5 %.
Quello è il margine su un mercato fittizio e simmetrico, non il margine che troverete su un’ante-post reale. La differenza sta nella condizione: il 5 % vale per un mercato a due esiti con entrambe le quote a 1,90, una configurazione che serve a far vedere il meccanismo e che sul palinsesto non esiste in questa forma. Su un mercato a tre esiti come l’1X2 la somma degli inversi sale, e il margine con lei; su un’ante-post di lungo periodo il margine può essere più alto ancora, perché il bookmaker porta un rischio più lungo e lo prezza. La banda realistica va da circa il 5 % di un mercato principale a due esiti fino al 10 % e oltre su mercati secondari e ante-post di torneo, e la regola da ricordare è che il numero sale spostandosi dai mercati principali a quelli di nicchia. Il margine non è pubblicato da nessun concessionario; si ricava dalle quote, e per questo un bookmaker con quote più alte sullo stesso mercato sta trattenendo meno.
La normativa italiana: chi controlla, con quale legge
La cornice italiana delle scommesse a distanza non è un’autorizzazione generica, è una concessione. Il regolatore è ADM, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che il mercato continua a chiamare AAMS con il nome dell’agenzia precedente; la parola esatta nei documenti è però concessione, e il verbo è «concedere», non «autorizzare». La differenza linguistica ha un effetto pratico: non esiste un numero illimitato di posti.

Concessioni, durata e chi le ottiene
La legge di riferimento è il D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, il riordino del settore dei giochi pubblici a distanza, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le concessioni si assegnano per gara pubblica, non a sportello. L’articolo 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire a distanza con una concessione: le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse dei cavalli; i concorsi pronostici sportivi e ippici; l’ippica nazionale; i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; le scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè il betting exchange; il bingo.
L’articolo 6, comma 3 fissa la durata: chi vince la gara può gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. I requisiti del bando includono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimento e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM stabilisce nella gara (art. 6, comma 5); le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3). La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, per circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.
L’effetto per il giocatore è diretto e vale la pena formularlo senza giri di parole: la concessione è per sito, non per azienda. Una società può tenere più concessioni e quindi più siti, e il marchio che vedete non coincide quasi mai con il concessionario. Il nome del concessionario è la sola entità con cui avete un rapporto contrattuale, ed è il nome che dovete controllare.
Verificare la concessione prima di depositare
La verifica è una procedura, non un’opinione, e si fa in tre passaggi. Si apre l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, si cerca il sito su cui volete giocare, e si confronta il numero di concessione con quello che l’operatore dichiara nei propri termini. L’elenco è pubblico ed è aggiornato; alla lettura del 25 ottobre 2026 conteneva 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it, e ogni riga è la prova che quel sito risponde ad ADM.
C’è un limite di quella lista che va detto, perché è la fonte di quasi tutte le confusioni. L’elenco non ha una colonna per i giochi offerti, e un concessionario può tenere in qualsiasi combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo. Stare nell’elenco, quindi, non dimostra da solo che quel sito offra scommesse sportive: lo dimostra il sito stesso, con il suo palinsesto e la sua app. E, per la parte che conta ancora di più, una presenza in una classifica o in un confronto come questo non è una concessione: è un giudizio editoriale, che non sostituisce nessuna verifica.
Chi vuole allargare lo sguardo al resto del mercato deve sapere che questa lista non è la fotografia completa del settore. Altri concessionari esistono oltre ai dieci marchi discussi qui, e un marchio che non compare in questa pagina non è per questo privo di licenza. Alla data di verifica, Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non figuravano fra le 52 righe dell’elenco. Eventuali modifiche successive al decreto del 2024 non sono note.
Gioco responsabile: gli strumenti che il concessionario deve offrirti
Un concessionario ADM non può aprire un conto senza identificare la persona, non può ignorare l’età di chi gioca e non può evitare di offrirvi gli strumenti con cui limitate voi stessi. È la parte del quadro italiano che un sito senza concessione non ha per costruzione, e vale la pena guardarla come si guarda un contratto: ogni strumento ha un effetto e un tempo di attivazione.
Età, identità e apertura del conto
L’articolo 3, comma 1, lettera a) del D.Lgs. 41/2024 mette la tutela dei minori di età fra i principi del settore, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. Per aprire un conto di gioco serve l’identificazione completa. Il percorso classico è il modulo con copia di un documento; quello più rapido passa dall’identità digitale. BetFlag, per esempio, rimanda alle procedure con SPID e con CIE accanto alla registrazione tradizionale, e alcune procedure CIE passano attraverso un provider SPID.
Senza identità digitale il conto resta in attesa: va validato entro 30 giorni, altrimenti è sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. Trenta giorni sembrano molti quando vi registrate in fretta per prendere un’ante-post che sta per muoversi, e non lo sono più quando scoprite di avere una vincita ferma.
Limiti di deposito, spesa e tempo
L’articolo 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 costruisce il sistema dei limiti: auto-limitazioni su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, che il concessionario fissa in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici sulla durata della sessione e sulla spesa; strumenti di autoesclusione, anche per singola categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.
Alla registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e qui la meccanica temporale conta più del numero. AdmiralBet chiede in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, mentre uno aumentato entra in vigore dopo 7 giorni. La regola non è una bizzarria contrattuale: serve a impedire che un limite venga alzato nell’esatto momento in cui sta facendo il suo lavoro. Chi alza un limite alle due di notte aspetta una settimana, e in quella settimana spesso la decisione cambia. Il valore del limite che ADM fissa nella gara di concessione non è noto.
Autoesclusione e RUA
L’autoesclusione è lo strumento con l’effetto più radicale, perché non riguarda un sito ma l’intero sistema. Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca l’accesso a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia e alle sale fisiche. L’articolo 15, comma 1, lettera e) impone al concessionario strumenti di autoesclusione, anche per singola categoria di prodotto, per un periodo che sceglie il giocatore.
Le forme e le durate sono quelle che gli operatori scrivono nei propri termini. AdmiralBet prevede l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Si nota subito la differenza fra le due versioni: 7 giorni come soglia minima permettono una pausa breve e deliberata, là dove il vecchio schema costringeva a tre mesi per fermarsi una settimana. Un giocatore che voleva solo raffreddare una serie di giocate trovava nel vecchio schema un effetto sproporzionato.
Il punto che rende il RUA diverso da qualsiasi «pausa» interna a una piattaforma è la sua portata: il blocco attraversa tutti i siti autorizzati. E la sua portata ha un rovescio esatto, che è anche l’argomento più forte di questa pagina contro il gioco sui siti privi di concessione: i siti senza concessione non sono collegati al RUA, quindi un giocatore autoesclusosi lì non è protetto da nulla. Lo strumento che dovreste usare per fermarvi non funziona esattamente dove servirebbe di più.
Il canale di ascolto e i doveri del concessionario
L’articolo 15, comma 1, lettera f) richiede un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno. L’articolo 15, comma 2 aggiunge un obbligo di informazione: ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È una cifra che vale la pena leggere due volte, perché dice che la comunicazione sul gioco responsabile non è un gesto volontario del bookmaker ma una voce di bilancio con un tetto.
Nel dettaglio delle singole piattaforme, gli strumenti ricorrono con nomi diversi. bet365 elenca periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Un numero di telefono è la cosa più utile che una pagina come questa possa scrivere, ed è anche la meno commerciale.
Bonus di benvenuto e margine: quanto costa davvero un’offerta
Un bonus di benvenuto è denaro con condizioni, e la condizione è la parte che il titolo non racconta. Prima di guardare le singole offerte, la cosa onesta da dire è che non esiste un tetto statutario: nessuna legge fissa l’importo massimo di un bonus né un limite ai requisiti di puntata, quindi i requisiti vengono dai termini di ogni operatore. Il Decreto Dignità vieta la pubblicità, non l’esistenza del bonus, e questa distinzione spiega perché le offerte compaiano quasi sempre dentro l’area riservata o nelle schede tecniche e molto raramente in uno spot.
Prendiamo l’offerta che in questa lista ha i numeri più espliciti, quella di NetWin. L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con un deposito minimo di 20 €. Tre condizioni in una riga, e ognuna ha un prezzo. La prima è il tetto: qualunque somma depositate oltre la soglia utile non produce bonus. La seconda è la verifica del conto, che significa che il bonus non è disponibile finché non completate l’identificazione — e quindi non prima di aver fatto il deposito. La terza è il deposito minimo, che seleziona chi ha intenzione di mettere sul conto almeno 20 €.
Su Sisal il meccanismo è descritto in modo diverso: per ricevere il bonus di benvenuto bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica, e il bonus accreditato si spende su tutti gli eventi in palinsesto. Quest’ultima parte è quella che conta, perché un bonus spendibile su tutto il palinsesto non è la stessa cosa di un bonus spendibile solo su determinate tipologie di giocata: la prima versione lascia scegliere, la seconda orienta. Su SNAI l’offerta per i nuovi utenti dell’app è un bonus di benvenuto con promozioni settimanali e offerte periodiche, e Lottomatica prevede bonus per i nuovi iscritti che aprono un Conto Gioco accanto a promozioni settimanali.
Il modo in cui un bonus si giudica non è la sua cifra. Un bonus da 50 € con requisiti di puntata pesanti vale meno di un bonus da 20 € con requisiti leggeri, e i requisiti non si vedono nella pubblicità: stanno nei termini, alla voce requisiti di puntata o rigioco. La domanda da fare a ogni offerta è secca: quanto devo giocare prima che il bonus diventi prelevabile, e a quali quote minime. Senza queste due risposte, la cifra del bonus è la parte meno informativa dell’offerta.
C’è poi la questione del margine, che è la stessa cosa vista dal lato del giocatore. Il bonus è denaro che rientra nel circuito, e ogni giro nel circuito paga il margine del mercato su cui viene giocato. Un bonus che va giocato molte volte su mercati con margine alto costa, di media, una parte consistente del proprio valore. Ecco perché l’offerta con la cifra più alta non è quasi mai l’offerta più conveniente: la convenienza sta nel rapporto fra quanto entra e quanto bisogna far girare, e quel rapporto è scritto in una pagina che nessun banner linka in evidenza.
I dieci concessionari: chi sono e cosa li distingue
Dieci marchi, ognuno con una concessione propria e un’offerta che si distingue per qualcosa. Il criterio con cui li leggo è quello di questa pagina: quale strada apre a quale giocatore. Non c’è un migliore in assoluto, ci sono profili diversi, e ognuno ha un punto in cui perde terreno rispetto a quello precedente.
Goldbet: il catalogo più largo sulle schedine
Goldbet è la concessione n. 16009, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a., GBO Italy. L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, e con l’app e la registrazione si può ricevere il bonus di benvenuto. La larghezza dell’app è il suo argomento: un giocatore che vuole costruire una multipla mista o un sistema non deve cambiare piattaforma per farlo.
Il punto in cui Goldbet si distingue davvero è però un altro, e non è commerciale: la stessa società che tiene la sua concessione è il concessionario della concessione di Lottomatica. Chi cerca due siti diversi per confrontare le quote dovrebbe sapere che, dal lato del titolare, guarda la stessa azienda — e che il contratto che firma è con GBO Italy in entrambi i casi.
Eurobet: il palinsesto che esce dal perimetro sportivo
Eurobet, concessione n. 16012 di Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, ha nell’ampiezza del palinsesto la sua cifra più riconoscibile. L’app copre calcio, tennis e basket, ma anche Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, e arriva a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese. In app si giocano singole, multiple e sistemi, le schedine sono raccolte nella pagina My Bets, e dal conto si effettuano depositi e prelievi direttamente da iPhone o iPad.
Quella lista di sport minori non è solo varietà: è la descrizione di un palinsesto che intercetta una nicchia. Chi cerca una giocata ante-post su una competizione che gli altri trattano di rado trova qui un mercato che altrove non esiste, e per quella nicchia questa è la strada più diretta. Per chi invece gioca Serie A o Champions League, questa ampiezza non aggiunge nulla che non trovi altrove, e si paga con un menù più dispersivo.
SNAI: gli strumenti per chi costruisce la giocata
SNAI, concessione n. 16032 di Snaitech Spa, apre sui mercati più che sulle competizioni. In app ci sono singole, multiple e sistemi e mercati sul risultato esatto, sul numero di gol, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, con la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. My Combo combina più pronostici sulla stessa partita e permette di unire più combo su match o sport diversi nello stesso biglietto con una quota unica.
Più 3.000 eventi virtuali al giorno, calcio virtuale con clip reali, corse di cavalli e levrieri filmate, automobilismo, scommesse live e streaming gratuito: SNAI è costruita per chi vuole guardare e giocare insieme. Il conto si gestisce dall’app con più modalità di ricarica, e l’assistenza è dichiarata disponibile 7 giorni su 7. Un biglietto giocato in un punto vendita si verifica inquadrando il QR Code stampato sul ticket.
Il Cash Out merita una riga a parte, perché è la funzione che un giocatore ante-post usa più delle altre. Chiudere una giocata prima della fine significa monetizzare la quota corrente, e su un’ante-post di lungo periodo questa possibilità cambia la natura della scommessa: non la tenete fino in fondo, la gestite. Quello che la funzione non fa è garantire un prezzo: il valore di chiusura lo decide il bookmaker, e su un mercato che si è mosso contro di voi l’offerta sarà bassa.
Sisal: il ponte fra app e punto vendita
Sisal, concessione n. 16020 di Sisal Italia S.p.a., dichiara nella propria app oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Fra le giocate ci sono Scommessa DUO, Supercombo, Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; il Cash Out chiude la giocata prima della fine. L’accesso al conto dall’app funziona anche con Touch ID.
La particolarità di Sisal sta però nel rapporto con i luoghi fisici. Con l’app si prenotano le scommesse e si ricarica o si preleva nel punto vendita Sisal più vicino; una schedina giocata in negozio si scansiona con l’app per sapere subito se è vincente. Aggiungete il Virtual con oltre 3.000 eventi al giorno dalle 7 del mattino alle 3 di notte e l’ippica accanto alle scommesse sportive, e il quadro è quello di un operatore che non ha scelto fra online e rete fisica. Per chi passa ancora dal tabaccaio prima della partita, quella continuità è la differenza fra due conti e uno.
NetWin: l’offerta scritta come un contratto
NetWin, concessione n. 16035 di Netwin Italia S.p.a., è il caso in cui l’offerta di benvenuto è descritta con una precisione che altrove manca. Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato e con deposito minimo di 20 €. Il tetto, la verifica e la soglia sono tutti dichiarati nello stesso punto, il che rende l’offerta confrontabile con le altre invece di dover essere interpretata.
Proprio perché i numeri ci sono, i numeri si leggono per quello che sono. Il massimo di 50 € è un massimo sul bonus, non sul deposito: chi versa 200 € prende comunque 50 € di bonus. La verifica del conto è un requisito preliminare, e come tutti i requisiti preliminari allunga la strada fra la registrazione e il primo giro di gioco. E un bonus reale resta un bonus: è denaro accreditato con condizioni, non una riduzione della perdita.
Betsson: migliaia di eventi e i mercati base fatti bene
Betsson, concessione n. 16027 di Azzurri Limited, offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. La lista non è lunga e questo, nel confronto, è un’informazione: Betsson sta sul nucleo dei mercati che quasi tutti i giocatori usano, e lo fa con il volume di eventi come argomento.
Il profilo del concessionario aggiunge un dettaglio che sfugge a chi legge solo il marchio. Azzurri Limited è una società che gestisce anche un casinò online italiano: la stessa struttura societaria copre prodotti diversi, e un giocatore che legge condizioni di gioco responsabile su più piattaforme potrebbe ritrovare testi identici senza che i due siti abbiano nulla a che fare l’uno con l’altro. Vale anche all’inverso: abituarsi a leggere il nome del concessionario prima del nome del sito è il modo più rapido per non confondere i due rapporti.
AdmiralBet: i limiti al centro dell’apertura del conto
AdmiralBet è la concessione n. 16048 di Admiral Bet S.r.l., e il suo tratto distintivo non è un mercato: è il modo in cui apre il conto. In registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con una meccanica temporale precisa: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato entra in vigore dopo 7 giorni. Sul versante dell’autoesclusione, le condizioni prevedono 30, 60 o 90 giorni oppure il tempo indeterminato con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, mentre dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.
Per l’angolo di questa pagina, AdmiralBet è la strada di chi vuole che i paletti li metta la piattaforma al posto suo, all’apertura e non dopo. È un profilo che non convince chi considera i limiti un fastidio e non una funzione, ed è esattamente il profilo che serve a chi sa di giocare d’impulso. L’aumento differito di 7 giorni è il dettaglio che fa la differenza fra un limite rispettato e un limite aggirato.
Betfair: il betting exchange e i suoi numeri propri
Betfair, concessione n. 16028 di Betfair Italia S.r.l., propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo che raccoglie combo e mercati unici a quote maggiorate. Ma il motivo per cui questo nome va letto con attenzione è un altro, e sta nella legge, non nell’offerta.
Il betting exchange è un gioco separato, previsto dall’articolo 6, comma 1, lettera e) e definito dall’articolo 2, lettera u) del D.Lgs. 41/2024: il giocatore può essere puntatore o banco, e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. Sulla documentazione di Betfair si legge che per i conti sull’exchange italiano valgono regole aggiuntive, fra cui una puntata minima di 200 centesimi in passi da 50 centesimi. Una nota di stampa del 2024 riferisce inoltre che sulle vincite il giocatore non deve nulla, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è noto; Betfair è descritta come la prima, con la concessione 16028.
Per un giocatore ante-post l’exchange è la strada più diversa di tutte, perché il prezzo non lo fa il bookmaker ma l’incontro fra chi punta e chi banca. Chi vuole vendere un’ante-post che si è mossa a proprio favore trova qui lo strumento che sul bookmaker tradizionale si chiama Cash Out ma funziona con regole proprie.
bet365: il calcio internazionale e la parte lunga dell’offerta
bet365 è la concessione n. 16030 di Hillside (New Media Malta) Plc e si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League, con scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. La partnership con la massima competizione europea non è una decorazione: dice dove sta la profondità del palinsesto, che è il calcio internazionale.
Sul versante della tutela, gli strumenti elencati comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Il profilo del concessionario è maltese e la concessione è italiana: sono due cose che convivono normalmente nel mercato regolato, e il numero di concessione è ciò che le tiene insieme.
Lottomatica: streaming, quote in tempo reale e pagamenti diffusi
Lottomatica è la concessione n. 16010, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. La sua app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, Formula 1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per seguire la partita in diretta. Il conto gioco accetta fra i metodi di pagamento per depositi e prelievi PostePay e PayPal, oltre ad altri, e l’accesso avviene con username e password. La funzione Bet Scanner permette di conoscere l’esito dei biglietti giocati nel punto vendita, e i Virtuali comprendono calcio, corse di cavalli in trotto e galoppo e corse di levrieri, con scommesse come Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio.
Il punto di forza reale è la combinazione fra streaming e mercati live, che serve il giocatore che vuole vedere quello su cui gioca. La concessione condivisa con Goldbet è il dettaglio che nessuna pagina promozionale mette in evidenza, e riguarda il lettore: due conti su questi due marchi fanno capo alla stessa società concessionaria.
Le regole che cambiano le ante-post
Alcune norme non riguardano il prezzo ma le condizioni in cui giocate, e ciascuna va letta con il suo perimetro. La prima è che l’offerta di gioco a distanza senza concessione è illegale in Italia. L’articolo 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti con accesso inibito, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza; i fornitori di connettività e i prestatori di pagamento che violano un’ordinanza di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso.
Il blocco opera a livello di DNS e alcuni fornitori sono più lenti di altri; un’ordinanza del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini ciascuno, e le copie riappaiono nel giro di ore. La parola giusta per il risultato è «oscurati»: il sito sparisce dal nome ma non necessariamente dalle scorciatoie che vi hanno portato lì.
Il lato del giocatore è più duro di quanto si immagini. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, articolo 4, come ADM stessa la riassume il 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero; e aggiunge che anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro un giocatore non sono noti. Non è un avvertimento retorico: è la descrizione di una fattispecie penale che riguarda chi gioca, non solo chi organizza.
La seconda norma riguarda la pubblicità. Il Decreto Dignità, articolo 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con la L. 96/2018, è in vigore, e ADM ne cita il testo il 28 febbraio 2024: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet. A vigilare è AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e un minimo di 50.000 € per violazione. Il decreto stesso promuove però la pubblicità del gioco pubblico che serve il gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3). Nella cronaca del 2025-2026, AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025, e il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Una proposta, non una legge: un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni, il cui esito non è stato trovato. Alla data di verifica il divieto è in vigore.
Per il lettore di questa pagina la conseguenza è concreta e vale in due direzioni. Nessun operatore con concessione può farvi pubblicità diretta, e questo spiega perché il confronto fra bookmaker lo stiate leggendo su una testata e non in uno spot: il contenuto informativo, oggi, vive dove la pubblicità non può. E all’inverso, la pubblicità di un operatore senza concessione espone chi la diffonde a misure di AGCOM.
La terza norma riguarda il fisco, e va tenuta separata in due parti perché riguarda due soggetti diversi. L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa è disciplinata dall’articolo 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è confermato: l’aliquota è del 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e del 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza fra le puntate e le vincite. Le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote; le scommesse virtuali su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» di portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è noto.
L’imposta la paga il concessionario, non voi, e questo è il punto che interessa. Sulle vincite pagate da un concessionario ADM il giocatore non paga imposte e non le dichiara, perché il prelievo cade sul concessionario e arriva alla fonte: è quanto riporta la stampa di settore nel 2024 e nel 2026, dove si legge che il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi conviene consultare un commercialista se la cifra è rilevante.
Il quadro cambia sulle vincite ottenute da siti non autorizzati o esteri. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lettera d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’articolo 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni; la lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione si riassume così: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, e non si tratta di consulenza fiscale.
La quarta riguarda i pagamenti. I punti vendita ricariche, previsti dall’articolo 13 del D.Lgs. 41/2024, sono tabaccai e ricevitorie iscritti in un registro tenuto da ADM, che ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare dopo l’identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario o in contanti fino a 100 € a settimana complessivi; non possono pagare vincite né prelevare il saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. Fra i canali di pagamento che le pagine di confronto mostrano presso i concessionari ADM ci sono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria; l’elenco proprio di ogni operatore è nei suoi termini. La posizione delle criptovalute presso i concessionari ADM è aperta e non si conosce una norma che nomini canali approvati. L’articolo 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione; la sua entrata in vigore non è confermata.
C’è una quinta area che il diritto italiano lascia aperta più di quanto ci si aspetti, e vale la pena dirlo perché toglie un falso conforto. Non si conosce un tetto statutario in euro sulle puntate nelle scommesse sportive: gli strumenti che vincolano il giocatore sono i suoi autolimiti e il limite di deposito scelto in registrazione. Chi cerca la «protezione» in una regola che fissi un massimo di puntata la sta cercando in un posto dove non c’è.
Anche i limiti di ADM sui mercati live non sono noti, e non esiste un elenco dei mercati live. Le scommesse su eventi di minori hanno un provvedimento direttoriale di ADM che cita il DM 111/2006, il cui contenuto non è noto. Che il palinsesto includa gli esports non è noto. Se qualche marchio online offra il totalizzatore sportivo non è noto. Sono tutte lacune della materia, non di questa pagina, e ognuna si verifica nella stessa maniera: il palinsesto approvato del concessionario e i suoi termini.
Domande frequenti
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si apre l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, si cerca il sito e si confronta il numero con quello che l’operatore dichiara nei propri termini. Alla lettura del 25 ottobre 2026 l’elenco conteneva 52 righe, con codici da 16000 a 16051. Non ha una colonna per i giochi offerti, quindi non dimostra da solo che il sito offra scommesse sportive.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
Il ritorno è la puntata moltiplicata per la quota, e il profitto netto è la puntata moltiplicata per la quota meno uno. Con 20 € a quota 2,50 il ritorno è 50 € e il guadagno è di 30 €. In una multipla le quote dei singoli pronostici si moltiplicano in un prezzo unico prima di applicare la puntata.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si sommano gli inversi di tutte le quote dello stesso mercato e si divide uno per quella somma: si ottiene la quota di tutto il giocato che il mercato restituisce. Il margine è il resto. Su un mercato illustrativo a due esiti con entrambe le quote a 1,90 il payout è circa il 95 % e il margine intorno al 5 %.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
In registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. AdmiralBet chiede anche un limite di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Il valore del limite che ADM fissa nella gara di concessione non è noto.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
L’imposta unica la paga il concessionario, calcolata sulla differenza fra puntate e vincite. Sulle vincite pagate da un concessionario ADM il giocatore non paga imposte e non le dichiara, come riporta la stampa di settore. Sui siti esteri l’Agenzia delle Entrate tratta le vincite come redditi diversi, con una dichiarazione nel modello: non è consulenza fiscale.
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Offrire gioco in Italia senza concessione è illegale, e ADM mantiene un elenco pubblico dei siti con accesso inibito. ADM stessa richiama la Legge 401 del 1989, che sanziona il partecipante a scommesse di operatori non concessionari con ammenda e arresto fino a tre mesi. A questi siti mancano il RUA, la vigilanza di ADM e i limiti obbligatori.
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