Scommesse con bonifico bancario: il conto di gioco italiano e i suoi orari

Updated Ottobre 2026
Licensed
usAvailable in US
Fast payouts
18+ Only
Want more predictions?
Join our Telegram channel
Join

Chi cerca un bookmaker che accetti un bonifico cerca quasi sempre la stessa cosa, e non è il metodo di pagamento: cerca una misura dell’affidabilità. Un versamento che parte dal proprio conto, con il proprio nome, verso un conto di gioco intestato alla stessa persona, sembra più serio di una ricarica al tabaccaio. È un istinto comprensibile e in buona parte corretto. Il problema è che l’affidabilità di un operatore non si misura dai suoi incassi, ma da ciò che le sue condizioni scrivono quando qualcosa va storto.

Uno smartphone e una carta di pagamento affiancati su un tavolo di legno, con alcune banconote da euro accanto
Il bonifico SEPA (SEPA Credit Transfer) è stato introdotto a gennaio 2008 come strumento standardizzato di pagamento in euro nell'area SEPA.

Verificato al 31 Ottobre 2026 contro l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e contro i termini e le condizioni dei singoli operatori.

In Italia questa è una questione con una risposta secca. Chi offre scommesse a giocatori italiani ha bisogno di una concessione per il gioco a distanza, rilasciata per il singolo sito, e ogni concessionario gestisce il proprio dominio .it. Fuori da quell’elenco non esiste mercato legale, esistono domini oscurati e, per chi ci punta, un illecito. Non è una premessa da mettere in fondo. È la prima conseguenza di ogni scelta che segue, e determina persino che cosa succede a un bonifico in partenza.

Protezione e limiti: quello che l’operatore ti deve

Autoesclusione: il gesto che spegne tutto, non solo il tavolo

Il Registro Unico degli Autoesclusi, attivo dal 2018, è lo strumento che un giocatore italiano ha e che nessun altro mercato offre allo stesso modo. Chi si iscrive al RUA blocca l’accesso a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, non a quella su cui ha avuto il problema, e anche alle sale e ai punti vendita sul territorio. La differenza rispetto a un’autolimitazione impostata nel proprio conto è la stessa che passa tra chiudere una porta e togliere la chiave: una vale sulla piattaforma dove è stata attivata, l’altra vale sull’intero sistema.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Il bonifico istantaneo SEPA (SEPA Instant Credit Transfer) è stato lanciato a novembre 2017.

Le durate non sono uniformi tra operatori, perché ciascuno scrive le proprie nelle condizioni contrattuali. AdmiralBet prevede periodi di 30, 60 o 90 giorni oppure un’esclusione a tempo indeterminato; dal 1° febbraio 2026 la finestra passa a una durata compresa tra 7 e 270 giorni, con la forma indeterminata revocabile dopo 9 mesi. Il dettaglio che conta non è la scala: è la direzione. Un’autoesclusione lunga è reversibile solo alla scadenza, e nessun operatore accorcia un periodo già attivo, nemmeno se il giocatore cambia idea il giorno dopo. Chi legge «a tempo indeterminato» immaginando di poter tornare quando vuole ha capito male la parola.

Limiti di deposito, di spesa e di tempo: la trappola è asimmetrica

All’apertura del conto il giocatore sceglie un limite di deposito su base settimanale o mensile, e la scelta non è un formalismo: la ricarica oltre soglia non passa. AdmiralBet chiede in registrazione di impostare un tetto massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco, su base giornaliera, settimanale e mensile.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Al lancio, il limite dei bonifici istantanei SEPA, ad adesione facoltativa, era di 15.000,00 € per operazione.

La parte da leggere due volte è il comportamento in caso di modifica. Un limite ridotto ha effetto immediato. Un limite aumentato entra in vigore dopo 7 giorni. Sembra un cavillo tecnico ed è invece la protezione più concreta del pacchetto: quando un giocatore vuole alzare il tetto, lo vuole tipicamente in un momento preciso, quello in cui ha appena perso e vuole recuperare. La settimana di attesa esiste per separare la decisione dall’impulso. Se un operatore rendesse immediato anche l’aumento, l’intero impianto sarebbe decorativo.

Su questo terreno gli operatori si assomigliano per obbligo più che per vocazione. L’articolo 15, comma 1, del D.Lgs. 41/2024 impone ai concessionari limiti su tempo, spesa e perdita scelti dal giocatore, limiti sugli importi depositati in un periodo definito, messaggi automatici sulla durata e sulla spesa, strumenti di autoesclusione anche per categoria di prodotto, e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno. Betsson indica la possibilità di impostare i limiti di deposito e un’assistenza attiva tutti i giorni, 24 ore su 24; SNAI dichiara un’assistenza disponibile 7 giorni su 7. La differenza tra i due non è chi protegge di più, ma quanto risponde in fretta quando qualcuno alza la mano.

Verificare l’identità prima di versare, non dopo

Sul bonifico questa parte diventa operativa in un modo che sorprende molti lettori. Un conto di gioco richiede l’identificazione completa, e il denaro può entrare prima che la verifica sia chiusa mentre l’uscita resta bloccata. Le pagine degli operatori lo dicono in modo più gentile: senza SPID il conto va convalidato entro 30 giorni, trascorsi i quali viene sospeso e i prelievi sono bloccati.

La conseguenza pratica per chi versa con bonifico è tutta qui. Un bonifico parte da un conto bancario intestato a una persona identificata, viene accettato, genera saldo, e quel saldo non si preleva finché documento, cellulare ed e-mail non sono stati verificati. BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica con documento; il gioco è comunque vietato ai minori di 18 anni, che è il principio di tutela dei minori richiamato dalle condizioni di concessione. Chi ha SPID fa la trafila in pochi minuti e se ne dimentica. Chi non ce l’ha fa bene a completare la verifica prima di versare, non dopo aver vinto: la sospensione arriva nel momento peggiore possibile, cioè quello in cui il saldo c’è e serve.

Bonifico e prelievi: tempi, costi e dove si incastra la catena

Il bonifico SEPA (SEPA Credit Transfer) esiste da gennaio 2008 come strumento standardizzato di pagamento in euro nell’area SEPA, che nel 2025 comprendeva 41 paesi e territori. È lo stesso binario su cui viaggia lo stipendio, e questo spiega la fiducia che ispira: nessuno inventa un sistema di pagamento interbancario per un libro scommesse.

Il bonifico istantaneo SEPA (SEPA Instant Credit Transfer) è arrivato a novembre 2017, con un tempo di esecuzione inferiore a dieci secondi e un massimo di venti secondi in circostanze eccezionali. Al lancio, con adesione facoltativa per le banche, il limite era di 15.000,00 € per operazione. Un regolamento dell’Unione europea adottato a marzo 2024 ha poi reso l’offerta obbligatoria, con la ricezione da gennaio 2025 e l’invio da ottobre 2025. Tradotto in esperienza quotidiana: la parte bancaria di un trasferimento che oggi sembra lenta non è più lenta per colpa del bonifico.

Il collo di bottiglia non è la banca

Qui sta il punto che quasi nessuna pagina di comparazione mette in chiaro, e che rende quasi tutte le classifiche dei «metodi di pagamento più veloci» un esercizio di stile. La velocità del binario SEPA non è la velocità del prelievo. Quando il giocatore chiede l’uscita, la richiesta entra in una coda dell’operatore, viene verificata, autorizzata, e solo allora parte il bonifico. Dieci secondi di trasferimento significano poco se prima ce ne sono passati due giorni di controllo.

Il secondo pezzo della catena è ancora meno visibile. Un bonifico in uscita può essere respinto dalla banca ricevente per una ragione che con il gioco non c’entra nulla: un IBAN che non corrisponde all’intestatario del conto di gioco, un conto chiuso nel frattempo, un conto cointestato. Il denaro torna indietro, e il giocatore lo scopre giorni dopo senza capire dove si sia bloccato.

AdmiralBet elenca per le ricariche online carta di credito o debito, Carta Postepay/BancoPosta, Skrill, PayPal, Neteller, Paysafe Card, Admiral Pay e bonifico bancario, senza costi aggiuntivi e con strumenti intestati al cliente. BetFlag, per i depositi, indica Visa, Mastercard, PostePay, bonifico, Skrill, PayPal, Neteller, Ricarica, Paysafecard, OnShop e MuchBetter; la Ricarica BetFlag si acquista in tagli da 10, 25, 50 e 100 € presso i punti Epay o MrPay e si utilizza dopo la validazione del documento. bet365 indica tra i metodi carta di debito, PayPal e Apple Pay.

Tre liste che non coincidono, e la cosa notevole è che la voce «bonifico» compare in due su tre mentre tutte e tre accettano strumenti ben più rapidi. Il bonifico non è il metodo che gli operatori spingono. È il metodo che gli operatori tollerano, e nella maggior parte dei casi lo trattano come un canale di deposito di fascia alta: importi seri, una tantum, non ricariche da dieci euro.

Brand Numero di concessione ADM e concessionario Cosa dicono le condizioni sul bonifico
AdmiralBet n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Bonifico bancario tra le ricariche online, senza costi aggiuntivi, con strumenti intestati al cliente
William Hill n. 16044, William Hill Malta Plc Il deposito per il bonus cash è previsto con carta o PayPal, con minimo di 20 €
BetFlag n. 16008, Betflag S.p.a. Bonifico elencato tra i metodi di deposito accanto a carte, portafogli elettronici e voucher

La tabella dice meno di quanto sembri, e vale la pena dirlo apertamente. Che un operatore elenchi il bonifico non significa che lo elabori con la stessa rapidità degli altri canali né che gli assegni gli stessi massimali. Nessuno dei tre scrive nelle proprie condizioni pubbliche quante ore impiega a lavorare un prelievo richiesto via bonifico, e su questo la trasparenza resta ferma al punto di partenza. Il bonifico è anche un’eccezione al modello dei «punti vendita ricariche»: quei presidi ricaricano il conto solo su richiesta del titolare, dopo identificazione, con gli strumenti già comunicati al concessionario o in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non pagano vincite, non prelevano saldo, e chi si aspetta di incassare al tabaccaio ha sbagliato sportello.

Un ordine pratico per chi versa con bonifico

Chi decide di usare il bonifico fa bene a immaginare la sequenza prima di aprirla. Prima la registrazione e l’identificazione, con SPID o con documento caricato, perché è il passaggio da cui dipende tutto il resto. Poi l’impostazione del limite di deposito, che si sceglie lì e si abbassa in un attimo mentre si alza solo dopo la settimana di attesa. Poi il versamento, scegliendo un metodo che l’operatore accetta senza costi aggiuntivi e che sia intestato al titolare del conto di gioco, perché è la condizione che l’operatore stesso mette per iscritto. Poi la verifica dell’accredito sul saldo. Infine, e solo infine, la prima scommessa.

Il passaggio che salta più spesso è il secondo, e la ragione è psicologica: impostare un tetto quando non hai ancora speso sembra una formalità da firmare e dimenticare. Eppure è l’unico momento in cui la scelta è lucida e gratuita. Cambiarla dopo costa, e per la parte al rialzo costa esattamente sette giorni.

I tre operatori che accettano il bonifico

Le schede che seguono ordinano tre concessionari che compaiono nell’elenco ADM con un codice di concessione e che hanno, nelle proprie condizioni o nelle proprie app, indicazioni utili su pagamenti e conto di gioco. La concessione è rilasciata per sito e non per azienda, e il concessionario porta raramente il nome del marchio: chi vuole risalire alla società lo trova nella riga che l’operatore pubblica tra i propri termini. Non è una classifica del mercato italiano, che comprende altri concessionari oltre a questi, ed è utile tenere a mente che una posizione in un confronto redazionale non è una concessione e non la sostituisce.

AdmiralBet: la lista di ricariche più larga, e un conto che si apre con tre tetti

AdmiralBet apre il conto con un passaggio che gli altri due non documentano allo stesso modo: in registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Non è una casella da spuntare, è una configurazione che accompagna l’apertura, e trasforma il momento in cui un giocatore è più lucido — non ha ancora giocato nulla — nell’unico momento in cui un tetto si decide davvero senza attrito.

Sul fronte dei pagamenti è il più generoso dei tre: carta di credito o debito, Carta Postepay/BancoPosta, Skrill, PayPal, Neteller, Paysafe Card, Admiral Pay e bonifico bancario, senza costi aggiuntivi e con strumenti intestati al cliente. La condizione sull’intestazione non è una clausola di stile, è la regola che rende possibile il controllo sui flussi, ed è anche la ragione per cui un versamento da un conto di famiglia si arena prima di arrivare. Chi versa per conto del figlio o del coniuge non sta facendo un’eccezione tollerata: sta violando il criterio che l’operatore scrive.

L’impianto di autoesclusione segue lo stesso principio di chiarezza, con un dettaglio che merita di essere letto nell’ordine giusto: periodi di 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, e dal 1° febbraio 2026 una durata compresa tra 7 e 270 giorni, con la forma indeterminata revocabile dopo 9 mesi. La scala breve è utile a chi vuole solo interrompere un’abitudine; quella indeterminata è un’altra cosa, e la data del 1° febbraio 2026 segna il passaggio a un regime in cui il ritorno al gioco passivo non è immediato.

Il verdetto. AdmiralBet è l’operatore da scegliere se si versa con bonifico in un’unica soluzione di importo alto e non si vuole avere a che fare con il conto per un pezzo: la combinazione tra ricariche senza costi aggiuntivi e limite di spesa impostato in registrazione rende il primo mese poco eccitante e molto controllato, che è esattamente come dovrebbe essere.

William Hill: la carta o PayPal per il bonus, e un requisito di quota che taglia fuori

William Hill è la scheda che, su questa pagina, mostra meglio di ogni altra quanto un metodo di pagamento possa pesare più delle condizioni di un’offerta. Nel suo Benvenuto Sport il bonus cash è pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni. Il canale è indicato per nome: chi pensava di usare il bonifico per qualificarsi scopre leggendo la riga che il bonifico non compare tra i metodi ammessi per quel deposito.

C’è poi la parte che decide il valore reale dell’offerta. Il bonus viene erogato in tranche da 10 €, ciascuna sulle multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale. Un requisito di questo tipo non è un dettaglio tecnico: una multipla da cinque selezioni con quota minima complessiva 5.00 è una scommessa che si compone solo incrociando più esiti, e ogni esito aggiunto moltiplica i modi di perdere. Il «100 %» nella headline descrive quanto viene accreditato, non quanto ci si porta a casa in media, e le due grandezze non si somigliano.

Sul conto, William Hill non compare tra gli operatori dei quali le fonti consultate documentano una lista di metodi di pagamento per ricariche e prelievi. Restano quindi in primo piano i termini dell’offerta, e sono termini che parlano chiaro: carta o PayPal, 20 € minimo, 7 giorni, tranche da 10 €, multipla da 5 selezioni, quota minima 5.00.

Il verdetto. L’offerta regge se il giocatore è già uno che costruisce multiple a cinque selezioni e le gioca comunque; per chiunque altro le tranche da 10 € si sbloccano lentamente e il tetto di 50 € arriva frazionato, il che rende questa la scheda da scegliere solo se le multiple fanno già parte del proprio modo di giocare.

BetFlag: il bonifico dentro una lista lunga e un bonus senza deposito con scadenza breve

BetFlag mette insieme la lista di deposito più articolata delle tre — Visa, Mastercard, PostePay, bonifico, Skrill, PayPal, Neteller, Ricarica, Paysafecard, OnShop e MuchBetter — e il catalogo più curioso di canali di ricarica. La Ricarica BetFlag si compra in tagli da 10, 25, 50 e 100 € presso i punti Epay o MrPay e si usa dopo la validazione del documento: è il canale fisico travestito da canale digitale, utile a chi vuole versare senza toccare la banca ma non vuole passare dal tabaccaio.

Sul fronte dell’offerta di benvenuto il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato sul saldo, fino a 5.000 €. Il numero merita di essere letto per quello che è: indica il tetto massimo dell’accredito, non un importo. Un conto da 50 € di primo deposito produce 50 € di bonus, non 5.000. Il tetto serve a dire quanto in alto può arrivare l’offerta di chi versa grosso, e questo lo distingue nettamente dal tetto di 50 € della scheda precedente: qui il tetto non morde sul giocatore piccolo, morde solo su chi supera una soglia molto alta.

C’è poi il bonus senza deposito, che vale 10 € più 200 Fun Flag per chi apre un conto. I 10 € vanno giocati in un’unica scommessa con quota totale minima 5.00 entro 3 giorni dall’attivazione, e l’attivazione avviene dopo la verifica di documento, cellulare ed e-mail entro 30 giorni dalla registrazione. Tre giorni per giocare una singola scommessa a quota 5.00 è una finestra stretta, e la verifica dell’identità è la condizione che la apre: chi rimanda la convalida oltre la trentesima giornata non vede partire niente.

Sull’apertura del conto BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, il che lo rende l’operatore più comodo delle tre per chi ha già SPID e vuole un conto convalidato in una sera invece che in un mese.

Il verdetto. Il pregio di BetFlag è la combinazione tra un tetto di bonus che non punisce chi versa poco e una lista di deposito dove il bonifico convive con alternative fisiche: la scheda giusta per chi vuole versare una volta con bonifico, verificarsi subito con SPID e togliersi la curiosità di un bonus senza deposito prima di metterci denaro proprio.

Che cosa è davvero un bonifico verso un conto di gioco

Un conto di gioco italiano non è un conto corrente. È un conto destinato esclusivamente al gioco, collegato a una persona identificata, alimentato con strumenti intestati a quella persona e movimentato secondo regole fissate dalla concessione. Chiamarlo «conto» induce a pensare che ci si possa comportare come con la propria banca. Non è così, e le differenze sono tutte a sfavore di chi improvvisa.

La prima è che gli strumenti devono essere intestati al titolare del conto di gioco. AdmiralBet lo scrive nelle proprie condizioni con una formula che non lascia spazio: strumenti intestati al cliente. Una ricarica che arriva da un conto bancario di altra intestazione non è un pagamento irregolare da sanare: è un pagamento che l’operatore ha già dichiarato fuori dalle proprie regole.

La seconda riguarda la differenza tra ricarica e prelievo, che non è simmetrica. Le ricariche in contanti ai punti vendita autorizzati — i «punti vendita ricariche» disciplinati dall’articolo 13 del D.Lgs. 41/2024, un presidio che ADM tiene in un proprio registro e che costa 100 € l’anno a chi vi si iscrive — funzionano solo in entrata: si ricarica il conto online su richiesta del titolare, dopo identificazione, con gli strumenti già comunicati o in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Quegli stessi punti non pagano vincite e non erogano saldo.

La terza è che il bonifico non è in cima alle preferenze degli operatori, e chi lo usa paga questa posizione in modo silenzioso. Le liste di pagamento dei tre operatori descritti sopra lo includono quasi sempre, ma è l’unico canale per cui nessuno pubblica un tempo di lavorazione, e le pagine di confronto che promettono «prelievi in 24 ore» parlano di carte e portafogli elettronici. Con il bonifico la variabile che sfugge al controllo del giocatore non è il tempo di trasferimento, che è di secondi, ma la coda dell’operatore, che non è dichiarata. Prima di versare una cifra che conta, la domanda da fare all’assistenza non è «quanto ci mette il bonifico», è «quanto ci mettete voi a lavorare la richiesta di prelievo». È l’unica delle due che può costare giorni.

Il quadro fiscale completa la fotografia, e qui vale la pena essere precisi perché circolano molte imprecisioni. L’imposta unica sulle scommesse a quota fissa — D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025 — la paga il concessionario, non il giocatore: 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo è operato alla fonte: è una ricostruzione riportata dalla stampa di settore e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi alla domanda «devo dichiarare qualcosa» la risposta onesta resta una visita a un commercialista. La questione cambia completamente, e in peggio, se il conto non è di un concessionario.

Criteri di confronto: come si legge una lista di bookmaker

Chi mette a confronto operatori che accettano il bonifico finisce per fidarsi dei criteri che la lista stessa gli mette davanti. Il criterio che conta più di tutti, in Italia, è anche il più facile da verificare e il meno usato: la concessione. Vale la pena dire con precisione che cosa sia, perché «concessione» viene spesso trattata come un bollino decorativo.

Le concessioni sono assegnate da ADM — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che il mercato continua a chiamare con il vecchio acronimo AAMS — tramite gara pubblica, non sono licenze aperte. Il framework è il D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. L’articolo 6, comma 3, fissa in nove anni il massimo di durata della concessione, senza rinnovo. La gara del settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, consultato il 25 ottobre 2026, conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. Una società può detenerne più di una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce eurobet.it, Bwin.it e giocodigitale.it.

Il punto che quasi tutte le guide sbagliano è la lettura di quell’elenco. La concessione è per sito, non per azienda, e l’elenco non ha una colonna che dica quali giochi siano autorizzati. Un concessionario può avere il diritto su scommesse sportive, poker e giochi di abilità, casinò, betting exchange e bingo in qualunque combinazione. Un nome sull’elenco, da solo, non dimostra che quel sito offra scommesse sportive: lo dimostra il sito stesso, con il suo palinsesto e la sua sezione scommesse. Fuori dall’elenco, alla data del 25 ottobre 2026, non figurano Unibet, Betway, 1xBet e 22bet.

Il secondo criterio utile è il numero di concessione, che gli operatori pubblicano nei propri termini: 16048 per AdmiralBet, 16044 per William Hill, 16008 per BetFlag. Chiedere quel numero, prima di versare, è l’operazione più economica che un giocatore possa fare, e ha il pregio di non dipendere dall’operatore stesso: la verifica si fa sull’elenco di ADM, non su una pagina promozionale.

Il terzo criterio, il più difficile da usare, è leggere l’offerta per quello che è invece di quello che promette. Un «100 %» senza tetto è un’offerta diversa da un «100 % fino a 50 €», e una «quota minima 5.00» su una multipla non è un requisito tecnico ma il vero prezzo dell’offerta. Il margine che il bookmaker si tiene su ogni mercato è la voce che non compare mai nelle comunicazioni, e va tenuto presente ogni volta che si legge una quota come se fosse un dato neutro.

Concessione ADM e siti oscurati: che cosa rischia chi sbaglia sito

L’offerta di gioco a giocatori italiani senza concessione è illegale, e la macchina che la contrasta ha un nome e una procedura. L’articolo 22 del D.Lgs. 41/2024 dispone che ADM, insieme alla Guardia di Finanza e a Sogei, tenga la lista dei siti legali legati ai concessionari e la lista dei siti di cui è inibito l’accesso, entrambe pubbliche sui siti di ADM e della Guardia di Finanza. I fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che disattendono un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti su una pagina di avviso, e il termine tecnico che si legge nelle cronache è «oscurati».

Il blocco opera a livello di DNS e la sua efficacia è parziale: un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono da decine a centinaia alla volta, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. Chi pensa che il blocco risolva il problema ha una visione ottimistica. Quello che il blocco non fa è rendere il giocatore più protetto: un self-excluded nel RUA che punta su un sito senza concessione non è protetto da nessuno, perché il registro blocca le piattaforme autorizzate in Italia e non ha giurisdizione su un dominio straniero.

Sul lato del giocatore la regola è più severa di quanto la maggior parte delle persone immagini, e la fonte migliore per leggerla è ADM stessa. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4: come ADM ricorda in una nota del 28 febbraio 2024, la norma «prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». L’importo dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un giocatore non risultano, ma il perimetro della norma è chiaro e riguarda anche chi punta, non solo chi pubblicizza.

La pubblicità, il decreto e la sua fine incerta

C’è poi un elemento che rende il panorama italiano diverso da tutti gli altri mercati regolamentati europei, e che riguarda indirettamente anche il modo in cui le offerte vengono comunicate. Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore, e ADM ne ha citato il testo il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet».

L’AGCOM vigila sul divieto, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Nel 2025 l’Autorità non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto, e il TAR Lazio, con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €. Sono pendenti due rinvii pregiudiziali davanti alla Corte di giustizia dell’Unione europea, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità o meno della notifica della norma. Il quadro normativo, insomma, si muove. Un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 proponeva di rimuovere il divieto per la pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni; l’esito non risulta e alla data di verifica il divieto è in vigore.

E qui si incastra la questione dei bonus, che genera un fraintendimento molto diffuso. Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Non esiste un tetto normativo all’importo di un bonus di benvenuto né ai requisiti di puntata, e non esiste una quota minima fissata per legge: importi, rigioco e quota minima vengono dalle condizioni di ciascun operatore. Questo è il motivo per cui due offerte con la stessa headline «100 %» possono valere una frazione l’una dell’altra, e il motivo per cui l’unico confronto che abbia senso è quello tra le condizioni scritte per esteso.

Che cosa significa «legale» quando si versa un bonifico

Vale la pena chiudere il cerchio sul punto di partenza, perché tutto il resto ne discende. Un bonifico verso un operatore con concessione ADM muove denaro dentro un perimetro in cui esistono il RUA, la vigilanza di ADM, gli strumenti di limitazione obbligatori e un foro italiano per le controversie. Un bonifico verso un .com con licenza straniera muove denaro fuori da quel perimetro, e nessuna delle quattro cose esiste. La licenza estera non ha valore in Italia, e il mercato offshore — che esiste, compare nei risultati di ricerca e non va nominato qui per marchio — opera in una zona in cui il giocatore non ha tutele e, per come ADM legge la norma del 1989, può incorrere lui stesso in una sanzione.

Le scommesse sportive a quota fissa sono il prodotto centrale di questo mercato, e la legge prevede anche il totalizzatore, le scommesse su eventi simulati — i «Virtuali» che ogni grande sito espone — e l’ippica, che però è due cose distinte: le scommesse sulle corse dei cavalli a quota fissa o a totalizzatore, e i «giochi di ippica nazionale» tipo vincente, accoppiata, tris e combinazioni simili, che richiedono una concessione propria. Il palinsesto, cioè il programma degli eventi e dei tipi di scommessa predisposto dal concessionario e approvato da ADM, è il perimetro entro cui si può puntare: ADM autorizza gli eventi uno per uno, e a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup con il coinvolgimento di un operatore come primo partner.

Il betting exchange è una categoria a parte, definita dall’articolo 6, comma 1, lett. e) e dall’articolo 2, lett. u): il giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima, secondo la formula «punta e banca» che il mercato italiano riconosce. Betfair è descritta come la prima a portarlo in Italia, con concessione 16028, e la sua documentazione riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, tra cui una puntata minima a favore di 200 centesimi in passi di 50 centesimi; un articolo di stampa di settore del 2024 riferisce che il giocatore non deve nulla sulle vincite, perché il prelievo ricade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non risulta.

Domande frequenti

Quali metodi di pagamento accettano i bookmaker con concessione ADM?

Dipende dall’operatore, perché nessuna norma fissa un elenco di canali approvati. Nelle proprie condizioni AdmiralBet elenca carte, Carta Postepay/BancoPosta, Skrill, PayPal, Neteller, Paysafe Card, Admiral Pay e bonifico, senza costi aggiuntivi e con strumenti intestati al cliente; BetFlag elenca Visa, Mastercard, PostePay, bonifico, Skrill, PayPal, Neteller, Ricarica, Paysafecard, OnShop e MuchBetter. Chi vuole sapere prima di aprire il conto trova la lista solo nei termini dell’operatore.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Il limite di deposito si sceglie in registrazione, su base settimanale o mensile. AdmiralBet chiede di impostare un tetto massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato; un limite aumentato entra in vigore dopo 7 giorni. L’articolo 15, comma 1, del D.Lgs. 41/2024 impone ai concessionari limiti su tempo, spesa e perdita scelti dal giocatore.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si consulta l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM, che alla data del 25 ottobre 2026 conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. L’elenco non ha una colonna sui giochi, quindi un nome presente non dimostra da solo un’offerta di scommesse sportive. Conviene poi riscontrare il numero di concessione con quello che l’operatore pubblica nei propri termini.

Da che età si può scommettere e che cosa si controlla all’apertura del conto?

Il gioco è vietato ai minori di 18 anni, età che la legge italiana fissa e che le condizioni di concessione richiamano come tutela dei minori. Un conto di gioco richiede l’identificazione completa: registrazione con documento oppure con SPID, con CIE disponibile tramite fornitore SPID. Senza SPID il conto va convalidato entro 30 giorni, altrimenti è sospeso e i prelievi restano bloccati.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore, perché l’imposta unica sulle scommesse a quota fissa — 20,5 % sulla rete fisica e 24,5 % a distanza, calcolata sulla differenza tra puntate e vincite — la versa il concessionario. È una ricostruzione riportata dalla stampa di settore, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria: per il proprio caso conviene consultare un commercialista. Le vincite da siti non autorizzati seguono regole diverse.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

La vincita si ottiene moltiplicando la puntata per la quota. Con una puntata di 10 € a quota 2,00 il ritorno è di 20 €, e il profitto netto è la puntata moltiplicata per la quota meno uno, cioè 10 €. In una multipla le quote delle singole selezioni si moltiplicano tra loro e formano un’unica quota. Il numero che resta fuori dal calcolo è la probabilità che quell’esito si verifichi.

Contenuto creato dal team «Scommessebasketit.com»